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Il Dottor Giardini Luigi: quando l’habitus ortopedico e il carisma della medicina rimandano alle lezioni di liceo classico

I racconti di Angiolina

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I suoi studi scolastici e universitari, con la priorità di quelle odi di Orazio, che si traducevano verso per verso senza le comode “note esplicative di oggi”, sono presenti ancora in tutto ciò che il Dottor Giardini dice e che pilota la sua quotidianità professionale e specialistica. Nell’ospedale, si pone più con l’immagine del professore di una volta, che spiegava continuamente, alla lettera, come un dizionario, il significato dei termini che pronunciava, ma soprattutto ciò che ogni giorno Giardini scrive sulle schede sanitarie. Il rinomato e ineccepibile luminare si veste quotidianamente da scrivano delle infinite cartelle cliniche ospedaliere, ma nello stesso tempo da scultore di svariate ingessature che avvolgono arti superiori e inferiori con la magia terapeutica che alleggerisce gli atroci dolori che sembrano mai finire con una eccellente esperienza non comune, che io stessa da paziente, personalmente, ho potuto constatare.

Appariscente la sua padronanza semantica e lessicale, non sempre presente nelle nuove ed innumerevoli leve del settore. Il suo accento, caricatamente e simpaticamente Abruzzese rimanda ai nostri antenati dotati di cultura, che trasmettevano con una traduzione lessicale facilitata, esprimendo con parole facili termini difficili, cadenzando, con un tono ritmico tipico ed unico, ma soprattutto affettuoso, interpretando talvolta il pensiero altrui, ma soprattutto alleggerendo psicologicamente le ansie e il dolore dei pazienti che si sentono svestiti improvvisamente di titoli, beni e forze. Il suo tono dimesso, la semplicità comportamentale, il suo confondersi tra i pazienti nelle sale di attesa, non sminuiscono il peso professionale e l’effettiva dirigente professionalità, anzi evidenziano la consapevolezza della sua valenza, da non confondersi con la parvenza di chi, molto spesso, non si rende conto del suo prezioso ruolo umano, oltre che professionale. Ma “la coscienza” che chiude il mio trittico encomiastico glottologico e la parte prioritaria e preziosa di ciò che rende il Dottor Giardini Luigi una persona degna di rispetto e di ammirazione, oltre che di orgoglio dell’ospedale di Vasto e di tutto il nostro Abruzzo.

 

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