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Menichilli, "le mie salvezze: mia moglie e l'aver imparato ad aggiustare le bici"

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Vincenzo Menichilli è un uomo che a 18 anni ha scelto di dare una svolta alla sua vita e ha "scelto il bene".

Com'è stata la sua adolescenza?

Molto burrascosa e molto travagliata! Ero l'ultimo di 4 figli e siccome i miei genitori lavoravano entrambi fino a sera, non mi vedevano mai. Inoltre, essendo il più piccolo, ero il più coccolato e mi si dava troppa corda. A 13 anni, ero diventato fuori controllo e neanche i miei genitori riuscivano più a domarmi neanche con le botte. Facevo ciò che fanno tanti giovani di oggi: passavo notti intere a dormire fuori dalle discoteche, ero un tipo litigioso, frequentavo i ragazzi più grandi di me e spesso e volentieri seguivo solo i loro cattivi esempi. Anche a scuola ero incorreggibile. Tutto il paese mi considerava un cattivo ragazzo e tuttora qualcuno, nonostante che la mia vita è cambiata radicalmente conserva ancora quella opinione di me. Spesso, anche dopo che ho messo la testa a posto, mi sono sentito braccato nel mio paese. Eppure come si suol dire chi sa fare il cattivo sa fare anche il buono.

Che cosa l'ha fatta cambiare?

A un certo punto della mia vita, tra i 18 e i 20 anni mi sono guardato alle spalle e non mi sono piaciuto perché mi ero reso conto che fino ad allora avevo fatto solo cose sbagliate e ho scelto di cambiare vita. Una molla che mi ha aiutato tantissimo in questo cambiamento è stata l'aver incontrato colei che poi è diventata mia moglie nel 1980. L'ho conosciuta perché la sua famiglia si era trasferita vicino a casa nostra. Anche se lei era molto più piccola di me, mi aveva fatta venire voglia di farmi una famiglia e di mettere la testa a posto e così ho anche cominciato a cercarmi un lavoro.

E' stato faticoso trovare lavoro?

Sì tantissimo anche perché tutti avevano di me l'immagine del cattivo ragazzo e anche se ero cambiato e non era un periodo di crisi ma tutt'altro, nessuno mi dava fiducia. L'unico lavoro che trovai era dentro un negozio in cui si vendevano e si aggiustavano bici. E nel periodo estivo aiutavo il noleggiatore di risciò e di bici che stava vicino alla Caravella. Purtroppo loro non mi potevano dare uno stipendio con cui poter vivere e così decisi di emigrare in Germania. Un brav'uomo di San Salvo, l'unico che mi mi diede davvero una mano, mi prestò dei soldi per il viaggio. Nel periodo estivo tornavo e continuavo i miei lavoretti con il noleggiatore di bici. Dopo qualche anno, in accordo con mia moglie, rilevai questa attività. La mia fortuna è stata quella di aver imparato ad aggiustare le bici. Il fiore all'occhiello di questa attività e cui devo molto sono stati i risciò. Insieme alla mia famiglia con onestà e impegno siamo riusciti a far crescere questa azienda e a farla diventare una buona fonte di sostentamento per la famiglia.

Vista la sua esperienza di vita, a un giovane di oggi cosa si sente di dire?

Innanzitutto raccomanderei a genitori di non permettere ai loro figli che sono ancora minorenni di farli stare fuori oltre le 10 di sera o la mezzanotte per gli ultrasedicenni. E a ogni giovane direi di studiare, lavorare e impararsi un mestiere. Tanto nella vita ciò che conta veramente è il conquistarsi la serenità e con onestà.

 

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