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Appuntamento con lo sport: il Gruppo Sportivo Ciclistico BCC della Valle del Trigno

Ecco la terza puntata del ciclismo sansalvese

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Sapendo che la nostra cittadina conta ben tre diverse società ciclistiche abbiamo deciso di concludere il ciclo con il Gruppo Sportivo Ciclistico BCC della Valle del Trigno. Per apprezzare i risultati e le caratteristiche di questa squadra e, al contempo, di questo sport, abbiamo parlato con il presidente Tonino Di Nardo.

L’intervista

Come di consueto partiamo dalle origini di questa società, quindi la mia domanda è come e quando nasce il Gruppo Ciclistico? Invece, la tua passione per questo sport?
Tutto nasce nel 2004 grazie all’iniziativa e al sostegno della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno, che aveva e ha, come scopo principale, quello di sostenere lo sport come valore portando atleti di tutte le età a praticare l’attività sportiva in modo sano instaurando un clima di solidarietà e amicizia. Ti posso dire inoltre che quello che più ci importa è vivere con entusiasmo il nostro sport godendoci, se ce ne sono, i nostri migliori risultati. Fino a quest’anno la BCC è stato l’unico sponsor sulle nostre divise ma abbiamo preso un accordo con la Tesla Bike per avere assistenza tecnica aggiungendo sulle divise anche il loro simbolo. Al contrario per quanto riguarda me posso dirti che ho sempre amato la bicicletta. Per farti capire meglio quello che intendo ti posso dire che quando ero ragazzo, essendo originario di Lentella, ero costretto ad arrivare per sei mesi a Vasto per imparare il mestiere. Per fare questo partivo tutte le mattine da casa mia e andavo in bici in città e la sera rientravo a casa allo stesso modo. Non ti dico che bicicletta era, sicuramente non aveva nulla a che vedere con quelle di oggi, però anche perché adoro anche solo passeggiare in sella ho fatto quel sacrificio per diversi mesi.

Hai appena accennato ai risultati, quali sono più o meno quelli che compongono il vostro palmares?
Fortunatamente, da quando è nata la squadra, abbiamo avuto diversi riconoscimenti sia a livello regionale che nazionale. Già a partire dal 2005 abbiamo vinto il campionato italiano Cicloturismo serie B ottenendo la promozione in A. Dall’anno seguente abbiamo ottenuto e, ininterrotamente confermato, il titolo regionale cicloturismo sino al 2014. Nel corso di questi anni abbiamo confermato la nostra presenza in ‘alto’ anche a livello nazionale risultando sempre la migliore squadra del Centro Sud Italia nella classifica del campionato cicloturismo serie A, proprio nel 2014 abbiamo concluso l’anno al quarto posto. Tutte queste soddisfazioni sono state rese possibili soprattutto dal costante impegno dei nostri iscritti che per poter gareggiare vanno incontro a numerosi sacrifici.

I vostri ciclisti preferiscono tutti la bicicletta da strada, oppure c’è qualcuno che predilige la Mountain Bike?
La maggior parte preferisce uscire in strada però ci sono molti che alternano le due tipologie di pedalata per essere più completi.

Ho avuto modo anche di vedere che avete organizzato una Gran Fondo, pensate di replicare il prossimo anno, ma soprattutto le nostre strade consentono di organizzare un evento del genere in totale sicurezza?
Esatto, nel corso di quest’anno abbiamo reso possibile l’organizzazione di un evento importante come la Gran Fondo non senza difficoltà. Tuttavia il riscontro a livello di partecipanti è stato positivo visti i circa 400 iscritti che hanno potuto scegliere tra un percorso breve ed uno più lungo. Purtroppo, come accennavo, le difficoltà non sono mancate, infatti ho avuto problemi sia con le forze dell’ordine per garantire lo svolgimento in sicurezza che con il percorso stesso. Purtroppo il primo problema era di tipo pratico perché i carabinieri, o chicchessia, si trovano occupati per un tempo minimo di quattro ore visto che il gruppo di ciclisti non procede unito ma ognuno va avanti con il proprio passo. Al contrario per il manto stradale abbiamo cercato di risolvere supervisionando le strade e cercando di far percorrere in salita quelle che erano messe peggio. Chiudo dicendoti che per il prossimo anno di sicuro le strade saranno peggiorate, ma cercheremo di replicare la gara.

Se qualche sansalvese volesse avvicinarsi a questo sport attraverso la vostra società come può fare?
Dunque chiunque volesse iscriversi con noi può parlare con me o con gli altri membri del direttivo. Dopo di che gli verrà consegnata la divisa e, dopo aver pagato la quota di iscrizione, avrà anche il tesserino con relativa assicurazione.

Ma per mettersi in sella il ciclista deve avere delle doti particolari?
Bisogna partire dal presupposto che la bicicletta è fatica. Tuttavia per alcuni è anche una valvola di sfogo quindi l'utilizzo che se ne fa è molto soggettivo. Quello che però non deve mancare è la passione che, unita allo spirito di sacrificio, consente al ciclista di continuare, imperterrito, a pedalare, dopo un infortunio. È chiaro poi che se si vogliono raggiungere particolari risultati bisogna anche accompagnare a questi due aspetti una dieta specifica. Inoltre nulla vieta di assumere integratori, si badi integratori di sali e non porcherie dopanti, che possono aiutare il fisico a recuperare. Non a caso sto organizzando, in collaborazione con la farmacia Labrozzi e la società Enervit, un convegno in cui si parlerà proprio dell’utilizzo di questi integratori.

Hai appena nominato quella che è la piaga del ciclismo: il doping. Da come ne hai parlato credo tu sia contrario, e giusto?
Esattamente, per me lo sport dev’esser pulito senza nessun tipo di aiuto esterno. Purtroppo oggigiorno l'atleta che vuole emergere sugli altri è quasi costretto a ricorrere a certe sostanze. Quello che però non mi spiego è come possano anche gli amatori o i cicloturisti abusare di questi aiuti per ottenere delle vittorie che non ti danno poi tutta questa notorietà. Per farti un esempio poco tempo fa è stata confermata una squalifica di vent'anni ad un cicloturista proprio per questo motivo.

Conoscendo questo mondo consiglieresti la carriera professionistica ad un ragazzo giovane che sente di volerci provare?
Certo che sì, ti dirò di più: cercherei di aiutarlo il più possibile con tutti i mezzi leciti a mia disposizione. Purtroppo però quello che frega questo sport, come dicevo poco fa, è la ricerca costante di risultati. In questo modo sono gli stessi direttori sportivi che chiedono ai medici di prescrivere sostanze dopanti ai propri atleti perché, ovviamente, ogni vittoria porta degli introiti alla società che gestisce l’atleta. Addirittura per limitare questo problema, qualche anno fa la federazione ciclistica regionale, di sui sono consigliere, aveva proposto di abolire i premi dei primi tre classificati premiando, invece, tutti i partecipanti alla gara. Non ti racconto quali discussioni sono venute fuori in quell’occasione e quindi l’idea è poi necessariamente naufragata.

A questo punto ti voglio porre una domanda tecnica: visti i materiali con cui le biciclette ora vengono costruite, il mezzo può fare la differenza?
Sicuramente si, la bicicletta aiuta, ma è chiaro che non fa miracoli perché se non ci sono le gambe il mezzo da solo non si muove. Però a volte l’aiuto è anche di tipo psicologico perché se un atleta si convince di poter spingere anche con una bicicletta inferiore alle altre, alla fine otterrà sicuramente un risultato soddisfacente. Quello che però realmente serve è un telaio resistente viste le condizioni delle nostre strade.

Siamo ‘all’ultimo chilometro’ e volevo chiederti qual è stata la gara o le gare che ti hanno emozionato o che ricordi con particolare nostalgia.
Da atleta non ho grandi ricordi mentre da spettatore ricordo con particolare piacere la tappa di Vasto del Giro d’Italia del ’59. Ho una foto in cui sono seduto in mezzo ai ciclisti professionisti e poco distante da me c’era, l’allora campione del Mondo in carica, Baldini. Quella è stata davvero una bella emozione considerando la mia passione. Passando a tempi più recenti invece ricordo con piacere l’organizzazione, qui a San Salvo, del Campionato Italiano  di cicloturismo nel settembre del 2010. In quell’occasione il gran numero di partecipanti mi ha riempito il cuore di gioia e di soddisfazione per tutto quello che eravamo riusciti a organizzare. L'ultimo ricordo risale al 2009 quando abbiamo partecipato al raduno nazionale ad Asti. Erano i mesi di poco seguenti al terremoto dell’Aquila e sia il pubblico che gli organizzatori, sapendo che eravamo una squadra abruzzese, ci hanno accolti con un calore tale da farci commuovere.

Ultimissima domanda: chi è il tuo idolo?
Fausto Coppi, semplicemente perché silenzioso e tenace come me.

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