Appuntamento con lo sport: la Horse Men Team

Questa settimana tocca ai cavalli e ai loro cavalieri

| di Danilo Di Laudo
| Categoria: Sport
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Dopo l'esperienza all'aria aperta della scorsa puntata restiamo negli stessi luoghi soprattutto sulla groppa dei cavalli. Esiste infatti una società, la Horse Men Team, composta da un gruppo di appassionati cavalieri che cercano di spandere la loro passione anche attraverso manifestazioni pubbliche. Per capire come funziona la gestione del cavallo e quali discipline si possono intraprendere abbiamo avuto la possibilità di parlare con il presidente della società Dino Cilli e il vicepresidente Vincenzo Toscani.

L’intervista

Partiamo dalla storia, quando nasce la Horse Men Team?
La nostra storia è un po’ particolare perché di fatto la società nasce nel 2000 e nel corso di quello stesso anno e del seguente sono state da subito organizzate diverse manifestazioni. Poi però dopo l’iniziale entusiasmo tutto si è un po’ bloccato fino al 2010, anno in cui, abbiamo ripreso in mano la situazione. Purtroppo non abbiamo ancora un centro sociale però stiamo cercando di attrezzarci muovendoci anche con delle prime richieste al comune. Per il momento possiamo dire di essere fortunati perché ognuno di noi possiede un pezzetto di terra dove far vivere i nostri amici e curarli a dovere senza dover spendere un patrimonio.

Quindi non esiste un maneggio in cui vengono tenuti i cavalli, quanti iscritti avete nella vostra società?
Attualmente siamo circa sessantacinque e possiamo dire con piacere che ci sono anche molti ragazzini, figli di tesserati. Purtroppo non possiamo ancora dire di poter sviluppare una scuola sempre per lo stesso problema di cui parlavamo poco fa, vale a dire la mancanza di un centro unico sociale.

So che partecipate spesso a delle gare o a delle dimostrazioni, non a caso è previsto un vostro intervento anche in occasione di Felicità. Quali sono le discipline in cui gareggiate?
Esatto, noi e i nostri cavalieri saremo anche a Felicità con delle dimostrazioni. Dimostrazioni che si svolgeranno nel corso della manifestazione Cavallo d’Amare in programma per il prossimo 25 aprile presso il campo sportivo di San Salvo Marina dove chiunque è invitato a partecipare, anche perché – ci spiega il presidente Dino – ci tengo a precisare che sarà un evento del tutto gratuito.
Dal punto di vista agonistico invece noi in genere partecipiamo a quelle gare che prendono il nome di Team Penning. Il funzionamento è relativamente semplice perché prevede la presenza di cavalli e vitelli. La disciplina è nata nei Ranch statunitensi e consiste nel separare un numero preciso di vitelli dal resto della mandria nel minor tempo possibile. Inoltre possiamo partecipare anche a competizioni denominate Cutting in cui l’animale deve dimostrare alla giuria il suo innato cow sense tenendo separato il vitello dalla mandria, assecondandone i movimenti e tenendo gli occhi fissi su di esso. In entrambi i casi entrano nell’arena almeno due cavalieri.

Avete appena parlato di cow sense del cavallo. Di cosa si tratta con esattezza e ci sono razze maggiormente portate per questo tipo di competizione?
Il cow sense è una sorta di sesto senso che permette al cavallo di controllare il vitello con assoluta naturalezza quasi senza il bisogno che il cavaliere lo conduca. Per allenare l’animale a questo tipo di competizione è necessario molto tempo affinché il cavallo possa acquisire, come se fosse un’abitudine, le capacità necessarie a questi movimenti. Per rispondere alla seconda parte della domanda ti possiamo dire che si, esiste una razza maggiormente portata per queste discipline: il Quarter Horse. Questa razza è indicata soprattutto perché possiede un’indole che permette di adattarsi all’addestramento anche se rimane sempre molto giocherellone, anche per questo motivo si presta bene alle discipline che concernono il mondo mandriano. Poi in base alle affiliazioni che si ottengono si può prendere parte anche ad altre discipline.

Rimanendo sempre in tema di competizioni, quali sono stati i premi più prestigiosi che vi siete aggiudicati nel corso degli anni?
Nel 2011 abbiamo conquistato il titolo di campioni interregionali (Abruzzo, Marche e Molise) nel Team Penning. Sotto il profilo individuale – ci spiega Vincenzo – io ho conquistato, sempre in quello stesso anno, il titolo interregionale e un quarto posto a livello nazionale.

Quindi ottimi risultati sia su scala regionale che nazionale. Per poterli ottenere quanto è importante la sinergia con il cavallo?
Il rapporto con i nostri amici è fondamentale. Ovviamente più tempo si passa con loro più cresce la confidenza che c’è, infatti – ci spiega Dino – capita spesso che entrando nella stalla ci si rende conto che il cavallo non è al massimo della forma o c’è qualcosa che non va solo incrociando il suo sguardo. Chiaramente il tempo passato insieme in genere è dovuto anche a tutte le attenzioni che bisogna dedicare all’animale che, in quanto tale, non può di certo essere abbandonato a se stesso ma, al contrario va curato tutti i giorni dedicandogli anche diverse ore. Seguendo questo processo di intendimento si arriva poi ad un livello così elevato che quasi cavaliere e cavallo riescono a fondersi.

Poco fa abbiamo parlato di razze di cavalli, chi volesse avvicinarsi a questo modo, a livello economico, verso quali spese andrebbe incontro?
Dunque bisogna partire che il cavallo è un investimento a perdere, quindi la maggior parte delle persone che si avvicina a questo sport lo fa quasi esclusivamente per passione. Ci sono anche casi in cui qualcuno prova per moda ma spesso abbandona dopo poco. Dal punto di vista economico il costo di un cavallo parte da circa 500 euro ma facilmente può salire anche in base al pedigree. Tutto dipende dall’uso che se ne farà, è chiaro che se si sa che l’animale verrà usato solo per le passeggiate di piacere è difficile che chi deve acquistarlo vada a cercarne uno troppo particolare e di conseguenza molto costoso. Al contrario se si pensa di doverci gareggiare entrano in gioco numerose dinamiche tra cui le caratteristiche fisiche del cavallo. Non a caso i cavalli da tiro sono quelli più pesanti mentre i cavalli da Team Penning hanno uno spiccato cow sense come dicevamo poco fa. Ovviamente una volta acquistato, il compagno di avventure va mantenuto. Anche in questo caso le cose da valutare sono molteplici, prima di tutto il luogo in cui si vive: chiaramente da noi il costo di un maneggio è di certo inferiore a quello che chiedono nelle grandi città. Inoltre in quei casi spesso gli impegni derivanti dal lavoro e da altre dinamiche impediscono al cavaliere di cavalcare il proprio compagno andando ad intaccare il rapporto che invece è fondamentale, soprattutto perché non si può passare sufficiente tempo con lui.

Se qualcuno volesse cominciare con voi come può fare, soprattutto chiunque può cominciare a praticare questo tipo di sport?
Sicuramente queste sono discipline aperte a tutti, chiaramente è necessaria anche una certa proporzione tra cavallo e cavaliere. Ovviamente un bambino non può essere messo su uno stallone di 5-600 kg ma ha bisogno di un percorso di ‘formazione’ più graduale, lo stesso discorso vale per una persona robusta che pretende di montare un pony o comunque un cavallo troppo piccolo. Purtroppo invece la domanda su come cominciare è un po’ ostica sempre per la mancanza di un centro sociale che non ci permette ancora di organizzare in modo preciso dei corsi o degli eventi. Comunque sia alcuni brevetti di tipo ludico si possono comunque acquisire qui a San Salvo cominciando a muovere i primi passi nel mondo dell’equitazione.

Quanto tempo si può passeggiare con il cavallo durante un’uscita tranquilla?
Beh, durante le uscite domenicali l’animale riesce anche a passeggiare per 6-7 ore ovviamente anche in questo caso la fa da padrone anche l’andatura e quindi l’affaticamento dell’amico.

Se dovesse succedere qualcosa al cavallo il proprietario in genere ha delle nozioni di primo soccorso oppure bisogna necessariamente aspettare il veterinario?
Allora, le cose basilari, come le punture intramuscolari ad esempio, un po’ tutti sono in grado di farle nel caso si rendano immediatamente necessarie, tuttavia il rischio più grande in genere si corre durante le manifestazioni visto che c’è più stress sia a livello fisico che intellettivo, per fortuna in quei casi il veterinario dev’esser presente e quindi il problema è meno sentito.

Ultima domanda: la manifestazione migliore da voi organizzata e come ci si sposta per andare a fare le gare?
Allora la migliore in termini numerici è stata di certo la Manifestazione interregionale svoltasi in occasione della Notte Rosa quando siamo riusciti ad avere ben 160 squadre iscritte per un totale di 320 atleti. Per quel che riguarda il viaggio, anche in questo caso l’animale ne soffre poco perché in genere viene abituato da piccolo a salire sul Trailer che in genere si usa per viaggi brevi. Dal momento in cui invece si prevede un viaggio di diverse ore ci si sposta direttamente con dei camion attrezzati seguendo sempre norme ben precise dettate dalle ASL.

FOTO DI GIOMIX68

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