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Inquinamento e centrali a biomasse, al decennale del 'Mattioli' quando la scuola si cala nella realtà

Intervento di Giovanni Damiani direttore dell'ARTA Abruzzo all'anniversario del 'Mattioli'

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Si è svolto ieri mattina presso l’aula magna dell’Istituto superiore ‘R. Mattioli’, l’incontro con il biologo Giovanni Damiani direttore dell’ARTA Abruzzo, per il decimo anniversario dell’istituto.
Argomento dell’incontro, la destabilizzazione climatica, la situazione attuale e le prospettive future. Dopo aver elencato ciò che i cambiamenti climatici hanno provocato sulla flora e sulla fauna, il professore ha elencato una serie di azioni positive che ogni singolo cittadino può mettere in atto per contribuire alla stabilizzazione climatica: le nostre scelte quotidiane, dal tipo di lampadina usata, ai mezzi di locomozione che usiamo, alla raccolta differenziata. Azioni di singoli che moltiplicate, influiscono sulle scelte della collettività.

Interessanti domande sono giunte dai ragazzi, preoccupati della prossima localizzazione di una centrale a biomasse a pochi chilometri da San Salvo, chiedendo quali ripercussioni può avere sulla popolazione e se vi è un controllo su ciò che viene bruciato. Il professor Damiani, ha risposto affermando che basta una semplice comunicazione non vincolante, per cominciare a bruciare immondizia. I controlli che l’Arta svolge sono importanti, il problema è la mancanza di risorse umane ed economiche, che non permettono all’Arta di svolgere i controlli in modo più frequente.

Un’altra domanda, riguarda il gran numero di discariche presenti sul territorio, quelle attive, ma soprattutto inattive, elencate sul sito dell’Arta nell’anagrafe dei siti a rischio potenziale, lo studente ha chiesto quali sono i pericoli per l’ambiente e i rischi per i suoi abitanti. Il professore nel rispondere, ha affermato che la classificazione è un primo passo per la bonifica delle discariche elencate tra i siti contaminati, ad oggi la normativa è molto più stringente rispetto al passato, tutto è monitorato. Molte bonifiche di questi siti sono già state finanziate.

L’incontro si è concluso con l’interessante intervento del professore di scienze dell’istituto Nicandro Gambuto, che parlando proprio delle centrali a biomasse ha sottolineato il danno all'ambiente e all’uomo che queste possono causare attraverso la combustione, con lo sprigionamento nell’aria del furano, che ha provocato nelle aree in cui queste già esistono un aumento dell’incidenza tumorale, la scienza ha concluso il professore dovrebbe essere messa a servizio dell’umanità nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

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