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Luoghi da visitare: chiesa di Santa Maria di Punta Penna a Vasto

Galleria fotografica di Nicola Palma Ucci

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In uno splendido scenario nei pressi del Faro del porto di Punta Penna a Vasto si erge una romantica chiesa di stile romanico intitolata a Maria Santissima di Pennaluce. Un promontorio che si affaccia su uno splendido mare e da cui si ha quasi l'impressone di stare in uno di quei paesi del nord Europa. 

Nella seconda domenica di maggio viene celebrata una festa caratterizzata da una lunga processione di motopescherecci e barche.

Lo stile sembra autentico, romanico, l'altare presenta delle belle lavorazioni in marmo mentre il pozzo, situato all'esterno, rievoca atmosfere passate. Graziosa chiesa (1500), nei pressi del faro di Punta Penna, dal nome di un borgo medioevale.  Edificata dal Marchese D'Avalos nel 1500, è stata completamente rifatta, nello stile attuale (facciata nuova con porticato), nel 1889 dall'architetto vastese Francesco Benedetti (1838 - 1912). Vi si venera la statua della Madonna miracolosamente salvata da un incendio dei Turchi.

Il faro è stato scelto dal regista Riccardo Milani nel 2003 come ambientazione del film "Il posto dell'anima", con Michele Placido e Silvio Orlando.

Stralcio da articolo a firma Giuseppe Catania, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 6 maggio 2015

Festa della Penna, 1901

La Festa di Maria Santissima di Pennaluce, che ricade la seconda domenica di maggio, è una fra le più caratteristiche feste vastesi, nel solco delle tradizioni devozionali verso la Madonna.
L'immagine della Vergine è custodita nella chiesetta che sorge sulla spianata di Punta Penna dove la folla da sempre si reca in pellegrinaggio per rinnovare il fervore di fede alla Madonna miracolosa.
Nel giorno dedicato alla festa la statua della Madonna col Bambino in braccio, cui la gente di mare è particolarmente devota, viene portata in solenne processione lungo la spianata di Punta Penna e, quindi, imbarcata sui pescherecci con il gran pavese inalberato.
Si salpa per un ampio giro sul mare, col seguito di un numeroso corteo di barche piene di popolo festoso. Dopo la benedizione delle acque, la statua viene portata a riva e ricondotta nella chiesa tra ali di folla esultante.
Molti i fedeli che diffondono canti e l'invocazione di "Viva MariaMaria Evviva!" Nelle pause delle litanie, in un mistico, profondo silenzio, la voce irrompe chiedendo la grazia alla Madonna per la salvezza dei pescatori sul mare. Vengono distribuite al popolo le immaginette-ricordo benedette, mentre si ode il suono della banda musicale, intervenuta per rallegrare la festa della contrada.

Antichissima è la memoria del culto di Maria Santissima di Pennaluce, la cui chiesetta apparteneva alla omonima città che sorgeva sulle rovine della romana Buca, fiorente porto della Frentania nel secolo IX.
Nel 1252 Pennaluce era annoverata fra le Università dell'Abruzzo e diede nome ad un Feudo molto esteso, fornito di porto naturale sicuro, con attivo commercio con i paesi del lontano oriente.
Nel 1304 vi sorgeva anche un convento dedicato a S. Agostino di Pennaluce, che cadde in rovina insieme al castello munito di torri meravigliose, dopo la pestilenza che funestò la popolazione e devastò l'Università, nel 1416.
Sulle rovine di costruzioni risalenti ad epoca anteriore alla civiltà romana, nella metà del 1700 sorse la chiesetta della Madonna di Pennaluce, di cui già nel 1500 si aveva notizia dell'esistenza di una cappelletta intitolata a Santa Maria della Penna.
Il 30 ottobre 1618 vennero eseguiti i lavori di ristrutturazione della transennatura d'ingresso e negli anni 1676-1689 Diego D’Avalos Marchese del Vasto provvide a farla restaurare, dandole una nuova forma.
Papa Innocenzo XI concesse indulgenza plenaria ai fedeli visitatori della chiesa nel giorno di lunedì in Albis, come per le basiliche romane.
Il Marchese D'Avalos la dotò di 2000 ducati di rendita ed il Pontefice poi la costituì come Abbazia padronale di Casa D'Avalos, con obbligo di farvi soggiornare un cappellano per la celebrazione delle messe, oltre a munirla di custodi armati durante l'estate, per difenderla dai pirati.

Con nota del 25.10.1983 (n.15339) la Soprintendenza per i Beni ambientali Achitettonici e Storici per l'Abruzzo dell'Aquila, vincolava la chiesa della Madonna di Punta Penna, ai sensi dell'art. 1 della legge 1.6.1939, a seguito del Decreto del Ministero dei Beni Culturali del 17.1.1983, includendola nei programmi di recupero per il triennio 1983/1986. 
Nel periodo, a fianco della chiesetta, nella parte posteriore, sono stati effettuati degli scavi archeologici che hanno evidenziato la presenza di notevoli tratti di fondamenta di edifici, sicuramente appartenenti alla distrutta città di Pennaluce o forse anche della scomparsa città di Buca.

Ma qui doveva sorgere, a parere degli esperti, il più importante Santuario (centro amministrativo e governativo ndr) della regione Frentana, confermato anche dalla presenza di una struttura di un pilastro con paravento affiorato nel corso degli scavi.

Galleria fotografica di Nicola Palma Ucci

 

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