Conosciamoci... il Natale in Argentina

Il racconto di Eliana

| di Maria Cristina Di Carlo
| Categoria: Tradizioni
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Eliana è una donna argentina, di origini italiane. Ha 31 anni e si è trasferita a San Salvo, con la sua famiglia, nel 2006.

L’Argentina è una repubblica del Sud America e la sua popolazione, in seguito alle massicce ondate migratorie dei secoli scorsi, è per la maggioranza di origine europea (soprattutto italiana e spagnola). Il culto religioso maggiormente diffuso è quello cattolico e per questa ragione la tradizione del Natale è molto simile alla nostra, ma esistono comunque delle differenze.

L’Argentina si trova nell’emisfero australe e a dicembre comincia l’estate. Di conseguenza, il clima natalizio è decisamente diverso da quello al quale noi italiani siamo comunemente abituati. Questo periodo è infatti molto caldo, simile al nostro mese di luglio, e questo fattore incide notevolmente sui festeggiamenti.

Il pasto principale viene consumato il 24 dicembre, quando ci si riunisce di buonora per organizzare allegre e gioiose grigliate all’aperto. Questa è una grande festa alla quale, oltre alla famiglia, partecipano molti amici. Il cenone della vigilia, che ha solo tre portate di cibi preferibilmente freschi e leggeri, si conclude con il brindisi di mezzanotte e i fuochi artificiali.
Dopo il brindisi e lo spettacolo pirotecnico, si esce per assistere alla funzione religiosa e scambiarsi gli auguri. Poi, solitamente, i più giovani vanno a ballare in discoteca o si divertono con gli amici.
Il 25 dicembre la famiglia è nuovamente riunita ma i festeggiamenti sono più sobri, simili a quelli che noi riserviamo al 26 dicembre.

I principali addobbi natalizi, come in Italia, sono l’albero di Natale e il presepe che vengono preparati l’8 dicembre.

Anche i bambini argentini ricevono i regali il 25 dicembre e il 6 gennaio. Il 25 dicembre, Babbo Natale lascia un piccolo dono sotto l’albero, simile a quello che i bambini italiani ricevono dalla Befana. Mentre, il 6 gennaio con i Re Magi arriva il dono più importante. La sera del 5 gennaio, per accogliere i Re Magi, si lascia un paio di scarpe davanti all’uscio e, per i cammelli, si preparano un mucchietto di erba e una ciotola d’acqua.

A Eliana cresciuta con il caldo Natale dell’emisfero australe, il nostro freddo Natale sembra un po' strano e probabilmente è lo stesso strano effetto che ho provato io quando ho immaginato di festeggiare il Natale in una calda e assolata giornata di luglio con il desiderio di una granita in mano... chissà!

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Maria Cristina Di Carlo

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