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Conosciamoci... il Natale in Australia

Il racconto di Bianca, che ci racconta anche un po' di Natale nella nostra tradizione locale

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Bianca Bevilacqua è nata e cresciuta San Salvo. Circa 15 anni fa, decise di trasferirsi in Australia dove vivono i suoi parenti materni.

A Bianca l’idea di raccontare del Natale in Australia è piaciuta molto e mi ha inviato un’e-mail davvero simpatica che nell’ultima parte spiega molto bene la questione dell’integrazione e del rispetto per l’altro e le culture altre. Perché quando lasciamo la terra in cui siamo nati, e lo possiamo fare per tanti motivi diversi, di fatto non lasciamo il nostro patrimonio culturale che, ovunque siamo e dovunque andremo, sarà sempre lì con noi a ricordarci chi siamo e da dove veniamo.
Per queste ragioni ho pensato di pubblicare la lettera di Bianca così come l’ho ricevuta io. Buona lettura e Buon Natale a tutti.

«Qui in Australia il Natale fa il suo ingresso nel mese di luglio dove verso la metà del mese si celebra il Christmas in July (Natale in Luglio). Essendo l’Australia dall’altra parte del mondo e soprattutto il West Australia sotto la fascia equatoriale, il Natale qui è festeggiato in piena estate, con temperature al di sopra dei 40°C il più delle volte. Di conseguenza, il menù natalizio è fatto di piatti né pesanti né troppo caldi.

I piatti tipici del Christmas in July sono quelli della tradizione anglosassone: arrosto di tacchino, anche se qualcuno preferisce il pollo o la papera; cranberries sauce (salsa di mirtilli che con il tacchino si sposa divinamente!); patate al forno; Yorkshire pudding (un tipo di pane a mo’ di pastella cotto al forno nelle forme dei cupcakes); contorno di verdure a piacere, ma per la maggiore sono piselli, carote e mais. I dolci, invece, sono la famosa Christmas cake (una torta di frutta con uva passa, canditi, ciliegie e crema pasticciera fatta con il brandy servita calda sul dolce) e il Christmas pudding, che va mangiato caldo.

Durante il mese di settembre, i negozi iniziano l’allestimento con gli addobbi natalizi, così a ottobre siamo già in pieno clima festivo. I comuni, invece, accendono le luminarie tra la metà e la fine di novembre. Nello stesso periodo, anche le famiglie iniziano a preparare gli alberi di Natale (che sono uguali a quelli italiani) e a decorare le abitazioni con le luci colorate. All’inizio di dicembre, sui posti di lavoro, si indossano magliette o accessori natalizi.

Il periodo natalizio finisce il 26 dicembre, che qui viene chiamato Boxing Day e coincide con il giorno in cui i negozi iniziano i saldi. Alle fine di dicembre si comincia già con gli allestimenti per l’Australia Day (come la festa del 2 giugno in Italia), che si celebra il 26 gennaio.

L’Epifania è un giorno di festa solo nel calendario liturgico e si celebrata nelle chiese di denominazione Cristiana (Cattolici, Anglicani, Chiesa d’Inghilterra ecc.)
I presepi, a eccezione di quelli che come me si sono portati le figurelle dall’Italia, sono diversi da quelli italiani: si rappresenta solo la natività (cioé capanna, bue, asinello,  Madonna, St Giuseppe, Bambinello, Angelo e Re Magi). Qualche Chiesa mette in scena la Natività, rappresentata da bambini o ragazzi.

Qui si usa il Christmas Carols by Candelight: le tradizionali canzoni natalizie a lume di candele. Queste canzoni si possono ascoltare, alle 7 di sera, in molte chiese o nei parchi delle città. Durante il giorno, invece, le cantano i bambini sia nei centri commerciali sia per le strade delle grandi città.

La messa di mezzanotte e lo scambio dei doni seguono le stesse tradizioni italiane.

Per i Nativi Australiani, gli aborigeni, i festeggiamenti sono simili perché sono prevalentemente cattolici. Alcuni vengono in Chiesa, ma la maggior parte di loro si ritrova nella comunità (sono dei centri dove si riuniscono) o festeggia nelle ‘riserve’ dove chiedono di vivere.

Come anticipavo prima, qui il giorno di Natale si arriva sui 40°C (se l’anno è fresco e le temperature stanno sui 30°C si festeggia di più!) di conseguenza il menù non è pesante.
Il menù tipico è quello del BBQ (Barbeque). Solitamente il piatto forte sono Prawns (gamberi), vari tipi di pesce (soprattutto Salmone) e diverse varietà di carne (pollo, agnello, vitello, salsicce); HAM (prosciutto) rosolato in forno e mangiato freddo. Contorni di insalate varie, dove non può mancare il Coleslaw (un’insalata di verza rossa e bianca tagliata finemente, con carote julienne, sale, pepe, limone e majonese); olive, formaggi, le salse da spalmare sui crakers e la salsa Dips, che si usa con il sedano o le carote tagliate a pezzetti. I dolci sono la Friut Cake e il Pudding con la crema fredda; il Pavlova (una meringa fatta a forma di torta e ricoperta di crema e frutta di stagione come fragole, il mango o Passionfriut) e il Trufle, cioè la zuppa inglese! Come frutta si mangiano le ciliegie... e sì noi le mangiamo a dicembre!
Qualcuno festeggia il giorno della Vigilia, ma il menù è sempre lo stesso.

Un proverbio dice: "Paese che vai usanza che trovi”. Tutte le diverse culture emigrate qui in Australia hanno adottato la cultura anglosassone, ma non hanno lasciato la loro indietro. Infatti al suddetto menù si aggiungono i piatti e i dolci tradizionali della propria cultura.
Nella mia famiglia, a parte il brodo (e vi lascio immaginare il perché!), si aggiungono: i ravioli di carne, i cannelloni di spinaci e ricotta, le tagliatelle al ragù, la carne mista al sugo. Io, dato che stavo sempre con la nonna che era l’addetta ai dolci, ho preso le sue redini e porto avanti la tradizione dolciaria… così ai dolci anglosassoni si aggiungono: calginetti di mandorle e miele; calginetti di ceci; scrippelle; zeppole (i dolcetti fritti che ho imparato a fare da mia nonna paterna, perché si fanno al suo paese, Lentella ); li cillarichien con la marmellata di ragnata (che faccio ogni anno); parrozzo e, per concludere, Pandoro e Panettone che non possono mancare né sotto l’albero né sulla tavola il giorno di Natale!
BUON NATALE E FELICE 2015»

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