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Pierino Ruggieri e la festa della Madonna delle Grazie

«Tantissime estati nei comitati feste di San Salvo»

| di Maria Napolitano
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La moglie Antonietta Ricciardi e la figlia Alberta ci hanno raccontato uno scorcio della storia di San Salvo.

Guerino (detto Pierino) Ruggieri da quando è tornato con la sua famiglia dalla Svizzera negli anni Settanta e fino a quando la sua salute glielo ha concesso, tutte le estati, è stato sempre membro dei comitati feste della parrocchia di San Giuseppe. Le feste che si dovevano organizzare in quel periodo erano: San Vitale, Madonna delle Grazie, San Nicola, San Rocco e San Vito e Sant’Antonio.

San Nicola all’epoca non era parrocchia ma c’era la chiesetta con l’attuale ingresso su corso Garibaldi e la festa in onore del santo veniva organizzata dal comitato della parrocchia di San Giuseppe. Questo fino al 1973 quando con l’aumentare della popolazione fu introdotta un'altra parrocchia a guida della quale fu posto don Piero Santoro.

La stagione cominciava con San Vitale. Siccome molte erano le tradizioni legate a questa festa, era la più impegnativa non solo per Pierino, ma anche per la sua famiglia. Spesso a casa sua si impastavano e si preparavano i taralli. Le persone che andavano a impastare restavano anche a pranzo: la famiglia cucinava. Era una grande festa! In casa sua si attrezzava una stanza con una sorta di altare in onore di San Vitale e un tappeto in cui si sistemavano i taralli cotti nei forni del paese. Il pomeriggio del 27 aprile don Cirillo saliva sul balcone e benediva i taralli. La casa quindi era aperta e pronta ad accogliere tutti i sansalvesi accorsi per l’occasione.
La mattina del 28 aprile un tre ruote percorreva le vie del paese per portare a domicilio i taralli. Inoltre portava anche la pipizzira, un cono di dolci che poi veniva data a una famiglia a sorteggio. Le sagnitelle si facevano al mulino. Qui si attrezzava anche la tavolata per coloro che portavano le some.

Appena finita la festa di San Vitale, si ricominciava a fare il giro per raccogliere i soldi per organizzare la festa della Madonna delle Grazie. Per certi aspetti questa festa superava quella patronale. I sansalvesi erano molto devoti alla Madonna. I festeggiamenti religiosi cominciavano il primo maggio: ogni giorno don Cirillo celebrava la messa e si recitava il rosario nella chiesetta della Madonna delle Grazie. Due erano i giorni della festa: in generale l’ultimo sabato e l’ultima domenica di maggio. Si organizzava anche una pesca di beneficenza per l’occasione. Gli uomini percorrevano le strade del paese per raccogliere fondi in denaro e le donne (spesso le mogli) per racimolare gli oggetti da mettere alla pesca (anche questa veniva allestita in una delle case a fianco a quella di Pierino).

I bambini erano molto presenti alla festa: una ragazza del quartiere un po’ più grande aveva avuto l’idea di vestire alcuni bambini da angioletti. La processione in onore della Madonna si faceva la domenica ed era così strutturata: davanti andavano i bambini vestiti da angioletti che buttavano petali di fiori lungo il tragitto, poi c’era la statua della Madonna seguivano i bambini vestiti da prima comunione alcuni dei quali portavano le caratteristiche conche abruzzesi pieni di fiori e infine il tradizionale corteo. L’evento era addobbato con moltissimi fiori, ma quello più presente (e che piaceva tanto a Pierino) era la calla.
Quando il corteo raggiungeva la salita di fronte il piazzale della chiesetta sia a monte e sia a valle si vedeva un fiume di gente («si vedevano solo le teste»). Pierino che stava sul palco vicino al sacerdote, si commuoveva al vedere tutta quella gente devota alla Madonna. Antonietta ricorda ancora l’espressione del marito. Al passare della statua della Madonna tutti coloro che avevano un balcone lanciavano petali di fiori.

Prima ad allietare le serate venivano per lo più bande e/o cantanti a rilievo locale. A un certo punto cominciarono a chiamare cantanti di fama nazionale. Il primo cantante importante che venne e San Salvo fu Mino Reitano e i suoi fratelli. Quella sera erano scesi dalla Svizzera e Mino era molto stanco. A un certo punto uno dei fratelli per farlo svegliare gli buttò un secchio d’acqua in faccia. Lo spettacolo fu bellissimo. Altri cantanti importanti che si susseguirono in occasione della festa della Madonna delle Grazie furono Sandro Giacobbe, Edoardo Vianello e Wilma Goich, Mal, Rossana Fratello e tanti altri. I cantanti potevano essere chiamati solo per questa festa e non anche a San Vitale per una questione economica.

A un certo punto la statua della Madonna si era consumata e non poteva più essere portata in processione,era rimasto solo il busto. Intorno agli anni Ottanta su iniziativa del comitato e con il contributo di tutta la popolazione si è ricomprata. È stato rifatto il vestito della vecchia statua e custodito nella nicchia dietro l’altare della chiesetta. Anche se oggi sembra che questa festa ha perso importanza rispetto a quegli anni, la devozione alla Madonna delle Grazie resta: nel mese di maggio e di ottobre, alle ore 15, la chiesetta è piena di gente che va a recitare il rosario. Ogni mattina c’è una signora che apre il portone e verso sera lo chiude. A differenza della chiesetta di San Rocco, sono sempre state fatte le dovute opere di manutenzione.

Pierino era molto legato alla madre di Gesù e ci metteva davvero il cuore nel collaborare per la buona riuscita della festa. Un anno ricevette una grazia particolare in famiglia proprio nel giorno dei festeggiamenti in onore della Madonna.

Maria Napolitano

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