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A San Salvo la prima processione in onore di san Rocco nel giorno dedicato alla sua morte

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San Rocco è sempre stato uno dei santi a cui la devozione sansalvese è stata molto legata. Fernando Sparvieri, in un articolo del suo blog “sansalvoantica” dedicato a questo santo, scrive: “San Rocco un tempo era il  vice San Vitale. Dopo il Santo patrono, nell’ordine gerarchico ecclesiale sansalvese era Lui l’altro santo più “famoso” di San Salvo...Lo si  festeggiava il 17 e 18 Settembre (qualche volta anche il 16 quando le annate erano state buone) e veniva  sempre la banda a sottolinearne l’importanza​”.

Il 16 agosto ricorre la morte di san Rocco. Nonostante sono trascorsi quasi sette secoli dalla sua dipartita in cielo, la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. Proprio in questo giorno, ieri per la prima volta a San Salvo, è stata dedicata una processione a questo santo, il cui patronato è esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime.

La processione ha seguito la celebrazione di una santa messa officiata da don Beniamino di Renzo, parroco della chiesa di san Nicola, il cui patrimonio sacro è composto dalla rinnovata statua di san Rocco. "Per noi cristiani europei, continente nel quale il culto a San Rocco è particolarmente  diffuso e vivo, pur a distanza di quasi settecento anni, il santo pellegrino di Montpellier, resta un richiamo a vivere la vita come "il pellegrinaggio" verso una Meta ben precisa, da non portare avanti come "isole" ma come "ponti" che permettano di guardare negli occhi i compagni di viaggio." (Don Beniamino Di Renzo)

Ma chi era san Rocco? Nato presumibilmente tra il 1346 e il 1350 da una famiglia agiata di Montpellier, in Francia, ricevette un'educazione molto religiosa da parte della madre, che lo indirizzò verso una profonda devozione alla vergine Maria.  Perduti i genitori in giovane età, distribuì i suoi averi e s'incamminò in pellegrinaggio verso Roma. Arrivato in Italia, durante le epidemie di peste andava a soccorrerne i contagiati. Dopo aver raggiunta la città eterna ripartì per la sua terra. Ma durante il viaggio di ritorno contrasse anche lui la peste e per non essere di peso a nessuno si ritirò in un luogo isolato. La tradizione vuole che ci fosse un cane che gli portasse ogni giorno del pane e leccasse le sue ferite finchè egli non guarì. Tornato in Francia, venne scambiato per una spia per cui venne arrestato e morì in carcere di stenti. Durante la prigionia non rivelò a nessuno la sua identità e il suo rango, volendo vivere in unione ai patimenti di Gesù in croce. Aveva più o meno la stessa età di Gesù in cui morì.Dopo la morte venne riconosciuto da suo zio, governatore della città, attraverso una voglia a forma di croce che aveva sul petto.

Foto di Simone Colameo

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