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La latterè di Margiseppe

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A San Salvo, come altrove, negli anni '50 e '60 del secolo scorso, erano sorti numerosi piccoli negozi, quasi unicamente dedicati alla vendita diretta del latte; oggi si direbbe a Km zero, perché proveniente da piccoli allevamenti zonali di bovini ed ovini.

Il latte veniva consegnato di buon mattino direttamente dai produttori, tramite i classici bidoni d'alluminio a chiusura ermetica, che il titolare travasava nel proprio contenitore più adatto ad un prelievo misurato, secondo la specifica richiesta del cliente. 

Di buon mattino, quindi, un componente della famiglia che ne faceva un uso quotidiano, doveva passare necessariamente in latteria per comprarlo, magari recandosi anche in panificio, abbinandoci l'acquisto di pane fresco. 

Trattandosi di modeste produzioni di latte, spesso per un motivo qualsiasi, poteva capitare che il proprio negozio di riferimento ne rimanesse sprovvisto, ed allora si giravano per gli altri, abbastanza prossimi tra loro, con la speranza che ne avessero a sufficienza.

Una latteria bene in vista, provvista anche di altre piccole merci, era quella di "Margiseppe" ubicata nella centralissima piazza "Papa Giovanni XXIII", dove attualmente è operativo con annesso gazebo un noto punto ristoro.

Il negozio di "Margiseppe", se ben ricordo, era un piccolo locale stretto e lungo con all'ingresso una porta a vetrina al centro, che si varcava dopo aver superato un paio di gradini posti davanti.

Un giorno, capitò proprio al suo negozio di aver poca disponibilità di latte, per il numero eccessivo di clienti in attesa, e lei pensò bene ad avvisarli dell'eventualità di non poterli accontentare tutti.

I clienti rimasero comunque tutti in fila, con la speranza di farcela, ma il latte finì anche prima del previsto ed il primo che ne restò privo, con tono deluso, rivolgendosi agli altri ed a se stesso esclamò: "Zè 'ffrecate Margiseppe".

Frase che divenne un noto detto sansalvese, per indicare delusione e scalogna.

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