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Maria Manes, un'artista in erba

| di Maria Napolitano
| Categoria: Varie | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il 2 agosto 2015 Maria ha compiuto 85 anni. Per l’occasione insieme ad altre amiche ci siamo recate a casa sua per farle gli auguri. Una della comitiva (Patrizia) ha preparato un chees cake al cocomero per festeggiare l’evento.

Maria ha una peculiarità: con perseveranza e pazienza ha acquisito una tecnica pittorica che l’ha portata a realizzare delle opere che hanno dello straordinario. I suoi disegni sono un mix di puntinismo e astrattismo in colori molto sgargianti. Se lo stile Missoni è quello che è, lo stile Manes ha una sua esclusività. Le ho chiesto come e quando è iniziata questa passione e lei e le sue figlie (Stefania e Giovanna) mi hanno raccontato uno stralcio della storia della sua vita.

Lei è originaria di Montenero. Aveva appena iniziato la terza elementare quando i genitori la ritirarono dalla scuola perché avevano bisogno di lei per avere un aiuto nell’accudire al fratellino Nicola (il famoso podista sansalvese) e successivamente anche il fratello Matteo Manes. All’età di 19 anni ha conosciuto l’uomo che è poi diventato suo marito: Marcellino Raspa. Egli era di Vasto e andava a giornate a Monte Bello. La domenica andava a messa a Montenero anche per conoscere una brava ragazza da sposare. Marcellino e altri due suoi amici una domenica videro Maria con delle amiche. I ragazzi si dissero: “proviamo a fischiare se si girano significa che non sono brave ragazze altrimenti sì”. Maria superò la “prova del fischio: passò diritta senza voltare neanche lo sguardo. È così Marcellino si rivolse a una vicina di casa di Maria per poterla conoscere. A quei tempi i genitori erano molto gelosi delle figlie femmine poiché avevano il timore che fossero sedotte e abbandonate. Quindi anche se acconsentirono che Marcellino entrava in casa loro, i due fidanzati non potevano mai stare da soli. E così dopo solo due mesi Maria e Marcellino convolarono a nozze.

Quando Maria aveva venti anni nacque la prima figlia Giovanna. Marcellino era fissato per il figlio maschio che doveva portare avanti il cognome della famiglia. Al quarto tentativo arrivò il desiderato figlio maschio e dopo tanti anni inaspettatamente anche un'altra figlia. Quando nacque il primo nipote maschio che portava il suo nome e cognome si presentò in ospedale con la cravatta, “anche se era di giovedì”.

Nel 1962 Marcellino migrò in Germania per lavoro. Nel 1964 lo raggiunse anche Maria con la prima figlia; gli altri figli restarono con i nonni. Nel frattempo Nicola (il fratello di Maria) si costruì casa a San Salvo e lo seguirono anche i genitori e i nipoti. Nicola che all’epoca era muratore, propose alla sorella di comprare anche lei un sito per costruirsi casa a San Salvo. Con i soldi guadagnati in Germania acquistarono il terreno. Man mano riuscirono anche a edificare. Nel 1968 la casa era finita ma non erano ancora in grado di tornare in Italia. Marià e la figlia tornarono nel 1973.

Il 2 agosto 1980 (giorno del compleanno di Maria) Marcellino prende il treno per tornare definitivamente a casa. In quello stesso giorno c’è stato lo scoppio della bomba alla stazione di Bologna e il treno su cui viaggiava doveva fare scalo lì e in quel frangente ma per una causalità provvidenziale quel treno quel giorno non vi si fermò.

Nel periodo del boom dell’economia sansalvese in cui molti avevano due o tre lavori (spesso pesche e lavoro in fabbrica), Marcellino (come anche tanti altri) aveva solo occupazioni saltuarie con cui tirare avanti la famiglia.

Nel 2007 Marcellino viene a mancare e una sera nel periodo più buio della sua vita Maria si ritrova a disegnare un cagnolino su un foglietto di quei block notes che ti danno come gadget pubblicitario. La figlia Stefania ha un intuito e le regala dei fogli bianchi e dei pennarelli a spirito. Maria ha così cominciato una vera e propria avventura artistica: ogni giorno prendeva fogli e pennarelli e disegnava. I primi disegni ricordano quelli fatti dai bambini di seconda elementare. Poi man mano, con l’incoraggiamento costante della figlia Stefania, sviluppa una tecnica che fa venir fuori tutta la sua fantasia e la sua creatività. Stefania con tanto amore dal primo disegno (compreso lo “scarabocchio”da cui tutto ha avuto inizio) li ha raccolti in grandi faldoni e conservati. Sono dei disegni esclusivi perfetti per stoffe pregiate.

Maria Napolitano

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