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“Ero carcerato e siete venuti a trovarmi”

Una finestra sul carcere

| di Maria Napolitano
| Categoria: Varie | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Tutti noi pensiamo che se un uomo sta in carcere è perché se l’è cercata.
    
Mi sono sempre chiesta però “perché tra le buone azioni apprezzate da Dio c’è la visita al carcerato?” 

Adesso che sono entrata in carcere e ho conosciuto alcune di queste persone ho capito il perché. È vero che se sono in carcere un motivo c’è ma nel periodo in cui scontano la pena vivono una sofferenza immane. 

Nelle due ore di laboratorio in cui insieme prepariamo bigliettini augurali e/o piccoli oggetti per i loro cari non facciamo davvero niente di speciale ma loro hanno l’occasione di vivere dei momenti di spensieratezza e riempiono i nostri cuori. 

Questo testo l’ha scritto Giuseppe Longo per la sua mamma.

A mam

Com na mam nu ci sta Nisciun                                                
è unic e come es nut Capisc nisciun                                          
es t pripar o lat a matin es t vest                                            
quand ei a scol, e po’ t venn pur a piglia                                 
T port a dormier e quand nun t sient buon,                            
E t protej quand nu pat t vo vatr,                                              
p me na mamm et na sant e na granda femn                         
T cresc che mulchel                                                                       
ma poi s pigl cour gli si spezza il cuore                                   
qund po ver nu figl chius rint a sti cancel                               
e com a nui n sofr a sai a pavas                                                 
na mam p e vre flisc.                                                                    
Vules ca ogni ogn mamm fosn immortal, ma sacci               
Pur che nun e a cussì e che nu iorn                                            
A diventera na stel e chella stel                   
E protegg da lasù                                                                          
T vogl tant ben mamma mia

(La mamma
Come la mamma non c'e nessuno e unica e come ti conosce lei nn ti conosce nessuno.
Ti prepara il latte la mattina ti veste  porta a scuola e ti riviene a prendere.
Ti mette a dormire quando nn ti senti bene e ti difende  quando tuo padre ti vuole punire. Per me la mamma e una santa e una grande donna.
Ti cresce con le mollichine, gli si spezza il cuore quando vede suo figlio rinchiuso nel carcere e come noi soffre tantissimo ma poi la baci x vederla felice. Vorrei che ogni mamma fosse immortale ma so pure che nn e cosi e che un giorno diventrra una stella e che quella stella ci protegge da lassu.
Ti voglio bene mamma)                    

(Testo di Giuseppe Longo)
 

Maria Napolitano

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