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Santa Zita, la patrona delle casalinghe

In ogni condizione sociale c'è lo spazio per l'attuazione dei consigli evangelici

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Il lavoro delle casalinghe è il lavoro più diffuso al mondo in assoluto. Questo lavoro comporta il compimento di mansioni necessarie nel vivere quotidiano di ognuno: cucinare, lavare, pulire stirare e via di seguito. Può sembrare un lavoro ripetitivo ma non lo è: si ha sempre tanto ancora da imparare.
Ciò che fa la differenza è lo spirito con cui queste mansioni sono svolte.

La casalinga è un'incarnazione della definizione evangelica di 'serva inutile'. Giusto per dare un idea di cosa significa questa frase si analizzino questi fatti: si passa una mattinata a pulire e bastano dieci minuti ai bambini per rimettere tutto a soqquadro; tre ore per cucinare una prelibatezza, dieci minuti per mangiare e altre due ore per ripulire tutto. Ci sono migliaia di altri esempi di questo genere.

Chi fa tutto questo con amore può sperimentare la gioia del servire i propri cari.

Santa Zita è proprio colei che ha servito con amore la casa dove ella si trovava. È nata nel 1218 a Monsagrati, da povera gente di campagna. In quei tempi le fanciulle, per farsi la dote e più spesso per non essere di peso alla famiglia, venivano collocate a servizio presso una famiglia di città.

A soli dodici anni Zita è posta a servizio della famiglia lucchese dei Fatinelli. Serviva Dio servendo la famiglia ospitante. Sopportava tutte le umiliazioni e anche la gelosia dei suoi compagni di lavoro solo per amore del suo Creatore.

Largheggiava nelle elemosine ai poveri, che bussavano alla porta della ricca dimora dei Fatinelli, ma donava del suo, perché viveva con molta parsimonia.

Si racconta che una compagna di lavoro, invidiosa della stima che Zita aveva saputo conquistarsi (superate le prime umilianti prove, le fu affidata la direzione della casa), l'aveva accusata presso il padrone di dare via troppa roba ai poveri.

Un giorno, infatti, Zita venne sorpresa mentre usciva di casa con il grembiule gonfio per recarsi a visitare una famiglia bisognosa. Alla domanda del padrone rispose che portava fiori e fronde; lasciati liberi i lembi del grembiule, una pioggia di fiori cadde ai suoi piedi (a Lucca, il 27 aprile di ogni anno, piazza San Frediano e i suoi dintorni si trasformano in un giardino per onorare Santa Zita).

Le sue virtù riuscivano a conquistare l'ammirazione di quanti l'avvicinavano. Morì il 27 aprile 1278. Santa Zita fu proclamata patrona delle domestiche, delle casalinghe e dei fornai dal Venerabile Pio XII.

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