Il Grande Gatsby

Nick dice: "Non si può ripetere il passato". "Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può" risponde Gatsby.

| di Roberta Di Fabio
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Il grande Gatsby (The Great Gatsby) è un film del 2013 tratto dall’omonimo romanzo novecentesco di Francis Scott Fitzgerald.
Il protagonista è Jay Gatsby (James Gats) umile diciassettenne che in un fortuito incontro porge il suo aiuto ad un gentlemen che gli insegnerà tutto il necessario per diventare un gran signore. Gatsby conosce la giovane ereditiera Daisy, i due si innamorano e si giurano amore eterno. Ma il destino ha, purtroppo, un altro programma per i due ragazzi. Jay è chiamato alle armi e parte per la Prima Guerra Mondiale. Ad un anno dalla sua partenza Daisy sposa l’arrogante Tom. Alla fine della Guerra il soldato Gatsby fa ritorno e decide di riconquistare ciò che ha perso. Gatsby costruisce il suo sontuoso castello sulla riva del lago opposta all’abitazione dell’amata Daisy. La vicenda è narrata da Nick, testimone della storia in quanto cugino di Daisy e vicino di Jay. Il narratore va conoscendo la vicenda al pari passo dello spettatore, quasi fosse la proiezione di chi guarda.  La cornice è costituita da innumerevoli personaggi minori o poco meno rilevanti quali:  Myrtle, amante di Tom, Jordan amica di Daisy, i compagni di traffici illeciti di Gatsy e la folla di sconosciuti che ogni settimana invade il castello per partecipare alle sontuosissime feste.
Dopo alcuni intoppi e con l’aiuto di Nick, Jay e Daisy si incontrano dopo 5 anni di separazione. I due tornano a passare insieme il loro tempo, ad amarsi. Tutto sembra seguire il proposito di Gatsby di rivivere il passato li dove era stato interrotto. Purtroppo ciò non è ovviamente possibile, quindi la vicenda si anima. Jay diventa insistente con Daisy poiché vuole che ella confessi al marito Tom di non averlo mai amato. L’ossessivo comportamento del protagonista non fa altro che allontanare la giovane. I deboli nervi di Daisy cedono, lei è incapace di fare ciò che Jay si aspetta e torna quindi a rifugiarsi nella sicura figura di Tom.
La parte finale della storia strappa ogni speranza, ogni romanticismo, ogni sentimento.
Il grande Gatsby, reso realmente grande dall’amore imperituro e indissolubile per la donna di cinque anni prima, continua a sperare in un ripensamento di Daisy. Quella del protagonista si presenta come una lucida follia. L’eroe romantico è però sconfitto. La sua purezza non regge dinanzi lo spietato cinismo da cui è circondato. Se Jay è emblema della solitudine, quella più disperata, Daisy è di certo la personificazione dell’indifferenza. « Erano gente indifferente, Tom e Daisy - sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia indifferenza o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettessero a posto il pasticcio che avevano fatto »
L’epilogo è tanto triste quanto crudele. Il protagonista attende una telefonata dell’amata nella sua maestosa villa vuota. Il telefono squilla. Il volto si illumina di gioia. La gioia viene spezzata. L’intero corpo vibrante di Jay si spegne per un colpo di pistola. E’ Wilson, che crede di aver ottenuto finalmente vendetta.
L’unica consolazione dello spettatore, che si schiera sempre e costantemente dalla parte del romantico protagonista, sta in una piccola frazione di secondo. Per fortuna l’uomo pazzamente innamorato non saprà mai che dietro quella telefonata non si nascondeva la voce di Daisy.
Nessuno fu presente al funerale, ne fece una telefonata. Tutte le persone che affollavano la villa si erano presto dissolte, quasi non fossero mai esistite.
Dietro il fasto delle grandi feste, lo champagne, il lusso sfrenato si cela un velo di tristezza costante che si intreccia ad angoscia per la mancanza di un amore faticosamente ritrovato.
Chi guarda spera fino alla fine in un colpo di scena, in un lieto fine. Spesso si spera in un bel finale, almeno nei film.  Ma è proprio la mancanza di quel lieto fine che rende la storia più umana, più vicina a noi.
Mentre scorrono i titoli di coda ci stringiamo compassionevoli al protagonista, con gli stessi sentimenti che ci spingerebbero a consolare un amico distrutto da una simile storia.
Questo anche grazie alla magistrale interpretazione di Leonardo Di Caprio che si conferma uno dei migliori interpreti del cinema contemporaneo.

Il film riproduce fedelmente la trama del romanzo, pur negando il giusto rilievo a piccoli particolari (la vita lavorativa di Nick e la sua relazione con Jordan, gli eventi successivi la morte del protagonista) che tendono a scomparire.
 

Roberta Di Fabio

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