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Quel pasticciaccio brutto de via Merulana

“Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo.”

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Gadda viene ricordato per la sua propensione alla sperimentazione stilistica e per la carica intellettuale delle sue composizioni. Quel pasticciaccio brutto de via Merulana, come anche La cognizione del dolore, non sono propriamente considerati romanzi a tutti gli effetti poiché la loro costruzione risulta particolare e si discosta dal romanzo tipo. Questo perché la trama cade ripetutamente sotto il peso di digressioni e deviazioni varie che distolgono l’attenzione dalla storia principale. Quest’opera prende la forma di “inchiesta poliziesca” circa un misterioso e violento omicidio. In realtà vi è una lotta per la definizione di tale opera in quanto al suo interno si avvicenderanno l’aspetto naturalistico e moderno ovvero quello filosofico e il giallo; lasciando, in ultima istanza, prevalere l’aspetto filosofico poiché il giallo vero e proprio non avrà soluzione alcuna. Questo secondo la visione dell’autore: la verità non può essere svelata perché il mondo è composto da sistemi parziali che non consentono di raggiungere un ordine definitivo. Il romanzo, infatti, “si richiude su se stesso” con un un finale totalmente inaspettato ed originale, cioè sospeso.
La descrizione dei borghesi romani in epoca fascista incornicia quelli che si dimostreranno essere i temi principali: il rapporto tra uomini e donne, la sessualità, il denaro ed, appunto, l’indagine. La peculiarità dello scrittore in questo racconto è l’utilizzo di diversi toni e registri linguistici. Egli assegnerà ad ogni personaggio un particolare tipo di linguaggio che lo distinguerà da tutti gli altri e lo caratterizzerà in maniera decisiva.
La lettura potrebbe risultare ostica per  la varietà dei dialetti inseriti o per le varie digressioni, alle volte troppo lunghe e superflue, ma è proprio questa la particolarità dell’opera che si manifesta come un grandissimo esperimento di una forma nuova, originale e per nulla banale.

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