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20 Sigarette

Aureliano Amadei ci racconta la sua esperienza di dolore a Nassiriya.

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" 20 sigarette" esce per la prima volta nel marzo 2010 , presentato alla 67esima mostra del cinema di Venezia, ha vinto la selezione controcampo italiano - per l'importanza e il successo del film viene riproposto in alcune sale cinematografiche. Aureliano Amadei, un giovane scanzonato,anarchico, pieno di ideali, condannato come tutti i giovani al precariato. Tutto è instabile nella sua vita, anche l'amore, ma l'unica cosa certa è un vizio e una passione, quello per le sigarette, il suo status di fumatore e la sua predilezione per il cinema e la macchina da presa. Intrattiene i suoi giorni tra qualche centro sociale e riprese ad i suoi amici, quando arriva il momento di scegliere che farne della sua vita. Una proposta allettante aiuto regista in Iraq, a fianco del cineasta Stefano Rolla, senza perdere tempo e senza convenevoli accetta. Inizia cosi la sua personale missione, il suo viaggio psicologico che lo cambierà drasticamente. Il 12 novembre 2003 si troverà vittima di un attentato, la provvidenza vorrà che lui sia l'unico superstite, un civile qualsiasi che rincorre i suoi sogni. La pellicola si nutre di una nitidezza e semplicità, lasciando da parte effetti speciali e trovate banali. Il fiuto dello spettatore più attento riesce a cogliere il senso di questa storia vera, il realismo e l'intelligenza che c'è dietro questa straordinaria pellicola. L'ultima sigaretta,per finire il pacchetto, è forse la sigaretta della consapevolezza che il tempo scorre inevitabile, che forse la guerra non è più come affermava Tommaso Marinetti nel suo manifesto futurista " Igiene del mondo" , senza usare eufemismi, perchè chiamare una guerra " Missione di pace" lo è.

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