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“Quando il dialetto entra nella musica compie meraviglie”

Grande successo ieri sera al concerto di Lara Molino e Michele Gazich

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Ieri sera presso il centro culturale Aldo Moro si è tenuto il concerto di Lara Molino accompagnata da Michele Gazich. Evento questo patrocinato dal Comune di San Salvo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. Nella sala erano presenti anche il sindaco Tiziana Magnacca e l’assessore alla Cultura Giovanni Artese.

La sala era strapiena e nonostante le sedie aggiunte molti sono volentieri rimasti in piedi per ascoltare i due cantautori.

Dopo i saluti del sindaco che ha sottolineato l’importanza della musica per una comunità e l’orgoglio della nostra città per Lara Molino che sta in qualche modo portando il nome di San Salvo in giro per il mondo, Michele e Lara hanno condotto tutti i presenti nella sala in un universo fatto di tradizioni, vecchie credenze, storia e fatica di uomini e donne di altri tempi ma che sono ancora capaci di regalare le emozioni di una vita vissuta nella sua pienezza. E tutto questo grazie alla giusta combinazione di parole e musiche che hanno attualizzato tutto ciò.

Michele, il produttore artistico dell’ultimo disco di Lara “Fòrte e gendìle”, ha introdotto il concerto con il suo violino portando i presenti a vivere la sensazione del calore di casa, in uno stile un po’ country.

Lara ha iniziato il concerto cantando le fatiche del pescivendolo “Zì Innàre”. Durante il concerto gli spettatori hanno potuto ascoltare il canto che aveva conquistato Gazich  e l’ha fatto decidere a diventare il produttore artistico di questo cd in vernacolo abruzzese, “Mazzemarèlle”. In seguito Lara ha dedicato la canzone che ha dato il titolo al suo nuovo cd, “Fòrte e gendìle” al sindaco Tiziana Magnacca e a tutte le donne presenti. Non è mancato il canto che ha il sapore di San Salvo, Lu fòche de San Tumasse. 

 

“È un album di canzoni intensamente poetiche e molto vere, in cui il cuore di una figlia ritorna al cuore di un padre.” (Parole di Michele Gazich a proposito del cd “Fòrte e gendìle”).

Le foto della galleria sono di Antonino Vicoli

 

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