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“Nel 2009 eravamo i “bianchi”, i diversi da cui stare lontani. Oggi molto è cambiato!”

Il racconto dei soci di Vita e Solidarietà dell'ultimo viaggio in Congo

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Il 24 maggio scorso Ottavio Antenucci e Adriano si sono recati in Congo, terra dove l'Associazione Onlus Vita e Solidarietà presta i suoi aiuti. Sono rimasti in questa terra d'Africa per oltre 20 giorni.

Righini, Mpasa, Mbankana sono i luoghi dove abbiamo incontrato i nostri tanti bambini e tanta gente che con il nostro aiuto ha cominciato a guardare il futuro con occhi diversi, pieni di speranza.Sono bambini timidi accompagnati da mamme giovanissime; per loro abbiamo sempre una carezza, i bon bon (caramelle) portate dall'Italia e sempre più spesso un vestitino o un paio di scarpette o colori che riescono a farli sorridere un po'.
 

Ricordo ancora quando nell’ormai lontano 2009, anno della mia prima visita in Congo, i bambini ci additavano da lontano con l’espressione “Mondele” (bianco); e sì, per loro noi eravamo i “bianchi”, i diversi da cui bisognava stare lontani; era difficile ottenere da loro un sorriso, e non sempre le nostre caramelle riuscivano a cambiare o migliorare l’approccio.
Oggi molto è cambiato nei nostri confronti…Purtroppo non è cambiato la miseria…”

Una buona parte del tempo lo hanno dedicato alla realizzazione dell’ultimo progetto “Dove cresce una pianta non cresce la fame” che oramai rappresenta una concreta realtà per la missione di Righini e che renderà il Dispensario di Mpasa (progetto realizzato sempre da Vita e solidarietà ) economicamente indipendente in modo da offrire un migliore servizio alla gente povera del misero quartiere.
“Bonne chance à nous avec l’aide de Dieu”

Durante questo soggiorno umanitario Adriano ha avuto anche modo di preparare una carbonara di 2kg di spaghetti condivisi in una tavolata di 20 persone in un clima di grande festa. Sabato 16 giugno è terminata la mia visita in Congo. I miei occhi continuano a guardare lontano mentre la mia mente continua a ripercorrere il tempo qui trascorso.
I volti sorridenti dei bambini, i loro calorosi abbracci hanno ormai preso il posto della diffidenza e della paura di una volta.
La speranza piantata nel campo di Mbankana ormai si sta concretizzando nei bianchi tuberi di manioca stesi al sole ad asciugare e seccare, domani saranno farina per il "fufu", poi "pane " per tutti i giorni.

 

La speranza si sta ancora concretizzando nell'immenso verde delle nuove piante di manioca; già si comincia a raccoglierne le foglie per il "pondu", il contorno per il fufu.
Le caprette nel nuovo recinto più spazioso sono alla ricerca di nuova erba da brucare. Una di esse, a giorni, darà vita ad una nuova vita.

 

Penso già al viaggio del prossimo anno, alle tante cose da fare. In Italia continueremo a fare per loro, a pensare a loro.
Mi mancheranno i sorrisi e gli abbracci di tanti bambini travolti da una miseria indicibile in una realtà molto lontana da quella che noi chiamiamo "civiltà " Ottavio Antenucci, presidente associazione Vita e Solidarietà).

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