Partecipa a SanSalvo.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Dal Wwf nuove foto di gabbiani sporchi scattate tra San Salvo e Vasto

L'associazione: «Ancora conferme che lo sversamento di petrolio c'è stato»

a cura della redazione
Condividi su:

Dal Wwf arrivano nuove immagini di gabbiani sporchi, scattate ieri pomeriggio (giovedì) tra San Salvo e Vasto. Queste ulteriori foto sarebbero l’ennesimo conferma, secondo l’associazione ambientalista, che uno sversamento in mare di petrolio dalla piattaforma Rospo Mare, a largo di Termoli, c’è stato.

Il monitoraggio dell’avifauna iniziato nei giorni scorsi sta infatti andando avanti e proseguirà almeno fino a domenica; al termine verrà elaborata una relazione da consegnare alla procura di Larino che ha aperto un fascicolo sulla vicenda.

Nonostante l’Edison, che con l’Eni gestisce la piattaforma, abbia negato che si sia verificata una fuoriuscita di idrocarburi, il Wwf continua a denunciare il contrario: «La documentazione che abbiamo raccolto in questi giorni dimostra in maniera incontrovertibile che uno sversamento a mare di petrolio vi è stato – spiega Luciano Di Tizio, presidente della sezione Abruzzo - e che l'epicentro del problema è avvenuto al confine tra Abruzzo e Molise», aggiungendo che la concentrazione di volatili colpiti dal problema è massima all'altezza di San Salvo e Vasto. In meno di un’ora, ieri pomeriggio, il Wwf ha osservato nella zona dieci esemplari diversi, alcuni in condizioni pietose. La presenza di gabbiani sporchi, precisano dall’associazione, è solo la manifestazione di un problema che riguarda tutto l’ambiente marino e costiero. Per questo chiedono approfondite valutazioni da parte di tutti gli organismi competenti. Nel frattempo continua la loro attività, volta anche a soccorrere gli animali e raccogliere eventuali carcasse.

Mai, in venti anni di censimento, è stato rilevato un fenomeno di entità uguale a quello registrato in questi giorni: ha dichiarato Augusto De Sanctis, presidente della stazione Ornitologica abruzzese. A suo dire il problema sarebbe iniziato sabato e domenica quando sono stati osservati i primi esemplari sporchi. Tra l’altro, precisa De Sanctis, solo alcune specie sono state osservate, perché al.tre più rare di solito non si avvicinano alla costa e quindi è difficile un monitoraggio su di esse: «Pertanto – conclude - quello che osserviamo è solo la punta dell'iceberg».

Condividi su:

Seguici su Facebook