Partecipa a SanSalvo.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Contenzioso ventennale: è scontro frontale tra Comune e Consorzio Icea

Marcello: «Non vogliamo far fallire il consorzio, ma tuteliamo l'ente»

Condividi su:

Con 9 voti favorevoli della maggioranza (assenti Fabio Raspa e Filomena D'Addario e, nell'opposizione, Nicola Sannino) , con l’astensione dei tre consiglieri di San Salvo Democratica e l’uscita dall’aula dei due esponenti del Pd, il Consiglio comunale in seduta straordinaria d’urgenza ha approvato la delibera con la quale c’è stato il riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio e la relativa ricognizione dei crediti vantati dal Comune verso il Consorzio Icea.

Atto dovuto a seguito della sentenza esecutiva e non definitiva della Corte d’Appello dell’Aquila n. 1051/2013 che condanna il Comune di San Salvo al pagamento verso il Consorzio Icea di circa 4 milioni e 400mila euro.

IL FALLIMENTO DELLE TRATTATIVE - Nel penultimo consiglio comunale il sindaco Magnacca aveva ricevuto il mandato per tentare di raggiungere un accordo con il consorzio Icea. Questo non c'è stato. Come è emerso durante l'assise civica del 31 dicembre, il consorzio la proposta dello stesso consorzio per terminare l'intricata vicenda è stata sulla base di un milione e mezzo di euro; cifra ritenuta eccessiva dal sindaco.
Prima del 31, però, il consorzio che riunisce numerosi imprenditori edili della città aveva diffuso un comunicato con il quale precisava che «nonostante si adoperava per trovare una soluzione all’annosa questione, in entrambi gli incontri avuti, il Comune aveva già proceduto alla nomina degli avvocati per ricorrere alla Cassazione, pertanto chi non ha voluto dar seguito alla trattativa per una bonaria composizione della vertenza non è stato certo il Consorzio, che resta disponibile, ancor’ oggi come in passato a risolvere la questione. Ma ove si dovesse procedere oltre è chiaro che il Consorzio farà valere i proprio diritti come statuito nelle sentenze».
Su questo punto la maggioranza ha spiegato in consiglio che la nomina è avvenuta per i tempi molto stretti. Nel caso l tentativi di accordo fossero naufragati - come è poi accaduto - i legali del Comune non avrebbero avuto il tempo necessario per studiare le carte per il ricorso. Al contrario, se si fosse raggiunta un'intesa, il mandato sarebbe stato revocato.

MARCELLO: «DIFENDIAMO L'ENTE» - Durante il consiglio comunale dell'ultimo dell'anno in aula erano presenti diversi membri dell'Icea. Il consigliere di maggioranza, Tonino Marcello, si è rivolto a loro spiegando la scelta del Comune: «Noi difendiamo l'ente, non vogliamo far fallire il consorzio Icea. Le vostre aspettative sono legittime, come le nostre in difesa dei cittadini; è il nostro compito. Posso affermare con sicurezza che tra tutti coloro che sono seduti qui, maggioranza e opposizione, mai nessuno si è approfittato dei cittadini e colgo l'occasione per ringraziare chi il 31 è qui a difendere la città».

LA LINEA DEL SINDACO - Chiara la linea della Magnacca: «Intanto recuperiamo il credito. Se poi la sentenza a sfavore del Comune sarà confermata, si pagherà con i soldi recuperati dall'Icea. È chiaro che ogni somma che si aggiunge sarà chiesta al consorzio. L'importante è recuperare il credito il prima possibile. Chi arriverà prima a fare il pignoramento? Ora la faccenda passa in mano ai legali».
Il primo cittadino sansalvese ha inoltre citato l'eventualità di creare un opuscoletto per le famiglie per ripercorrere le tappe della vicenda. 
Nonostante la linea tracciata, il sindaco non ha rinunciato a lanciare un ultimo appello all'Icea: «Abbiamo sempre lasciato una porta aperta al consorzio. Per questo chiedo agli imprenditori di fermarsi un attimo a ragionare sugli atti per il bene dell'Icea stessa e della città».
«Abbiamo chiesto noi - ha concluso il sindaco - a Raspa e Chiacchia di restare fuori dalla discussione».

LE OPPOSIZIONI - Per Gabriele Marchese, SanSalvoDemocratica, la decisione della maggioranza si attesta sulla stessa linea tenuta dai precedenti sindaci, incappati anche loro nell'impossibilità di un accordo. Il concetto è stato poi rafforzato da Domenico Di Stefano nelle intenzioni di voto: «Vediamo riconosciuto il nostro operato con alcune sfumature. Ci asteniamo per alcuni aspetti da limare».
Diverso il comportamento del Partito Democratico. Arnaldo Mariotti e Luciano Cilli hanno abbandonato l'aula. Dopo aver elencato i diversi punti 'di contatto' con la maggioranza (ricorso, riconoscimento debiti e ricognizione crediti), il Pd ha affermato di non condividere la copertura finanziaria a sostegno del debito e per questo ha lasciato il proprio posto.

DURO ARGIRÒ - Il consigliere di maggioranza, Nichi Argirò, non ha preso bene l'uscita dei due membri del Pd. Effettivamente, fino a quel momento la discussione era stata pacata e sembrava far convergere tutti i consiglieri verso un'unica posizione, seppur caratterizzata da alcune differenze. Per questo, il preannuncio dell'uscita dall'aula ha preso alla sprovvista i presenti risultando incomprensibile ai più.
A sottolineare il comportamento del Pd è stato Argirò che non ha lesinato toni duri: «Ritengo vergognoso che il Pd abbandoni l'aula facendo la politica dello struzzo. È un atteggiamento irresponsabile. L'anno non si poteva concludere in modo peggiore di quanto fatto dal Partito Democratico».

Foto GINO BRACCIALE

Condividi su:

Seguici su Facebook