Caos Confindustria. Angelucci: «Non si abbandona la nave»

Le reazioni dopo la fuoriuscita della Pilkington

| di Antonino Dolce (Il Messaggero)
| Categoria: Attualità
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Dall'alto: Angelucci, Marcovecchio, Primavera

C’è gelo in Confindustria il giorno dopo l’eclatante addio della Pilkington di San Salvo all’associazione della provincia di Chieti. La defezione del colosso del vetro segue l’ancor più rumorosa fuoriuscita della Honda di Atessa nei giorni scorsi in aperto contrasto con le politiche dell’associazione. Che la partita sia delicatissima per il futuro della rappresentanza degli industriali in Abruzzo lo si può facilmente comprendere dagli stati d’animo e dalle reazioni dei protagonisti delle ultime vicende.

ANGELUCCI: «NON SI ABBANDONA LA NAVE» - Il presidente regionale Mauro Angelucci non si sbilancia sulle motivazioni che hanno portato fuori due delle realtà più importanti del tessuto produttivo: «Trattandosi di un’associazione territoriale, non so cosa possa aver scatenato un gesto così forte». Se l’avallo da parte di Confindustria Chieti alla riconferma di Silvio Di Lorenzo alla guida della Camera di Commercio ha fatto storcere più di un naso, la mossa del management Honda e dell’ad Graziano Marcovecchio (della Pilkington) non è stata certo motivo di buonumore per Angelucci. Lo stesso presidente non usa mezzi termini descrivendo l’imbarazzante situazione: «In associazione le cose si possono condividere o meno, certo in un momento così abbandonare la nave non è bello». «L’adesione – continua il presidente di Confindustria Abruzzo – è libera. I più grandi dovrebbero dare l’esempio».

PILKINGTON RESTA IN ASSOVETRO - I più grandi, da parte loro, intanto, non tornano sui propri passi. Marcovecchio conferma l’uscita, ma rassicura sindacati e maestranze: «A livello di contrattazione non cambia nulla perché siamo ancora iscritti ad Asso Vetro». Insomma, in Confindustria la Pilkington c’è, ma non c’è. Una circostanza che confermerebbe i dissapori con la rappresentanza provinciale di Paolo Primavera, nonostante l’ad continui a precisare che «non potevamo continuare a pagare l’iscrizione a entrambi». Nelle ultime ore è circolata anche l’indiscrezione secondo la quale la Pilkington si appresterebbe a entrare in Confindustria Pescara; su questo punto Marcovecchio smentisce categoricamente. C’è da credergli, anche perché fra 6 mesi i due territoriali si uniranno e il futuro sarebbe da separati in casa, ma nel gioco dei delicati equilibri nulla è scontato.

PRIMAVERA: «SONO FIDUCIOSO» - Il presidente chietino Paolo Primavera ribatte: «La mia è una politica che mira a tutelare il sistema confindustriale in tutti i suoi aspetti. Terrò conto di quelle che potranno essere le indicazioni. Farò di tutto per riportare dentro le grosse aziende venendo loro incontro anche da un punto di vista economico». Primavera ammette la momentanea assenza di servizi e la possibilità di avere quote associative più leggere (sempre che sia questo il nodo da sciogliere): «Purtroppo oggi le aziende hanno la necessità di risparmiare. Per questo c’è bisogno di una Confindustria più efficiente a minor costo. La soluzione è la fusione, non solo quella tra Chieti e Pescara, ma il mio obiettivo è avere un’unica Confindustria regionale, è ciò che chiedono anche le aziende».

Antonino Dolce (Il Messaggero)

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