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Dalla stazione alle scuole: il 'procurato allarme' può costare 'solo' 516 euro

Il vicequestore Di Blasio: «Viscido e indegno parlare di bambini»

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La ricerca di un momento di gloria o scherzo di cattivo gusto per vantarsi con gli amici? Nel giro di neanche una settimana il Vastese è stato interessato da due falsi allarmi

Il primo, appena dopo le feste natalizie, il 7 gennaio (leggi), ha bloccato la circolazione dei treni (nella foto); una telefonata arrivata ai Carabinieri di Ortona annunciava la presenza di un ordigno nella galleria che passa sotto Vasto.
La seconda ieri: chiamata anonima con accento straniero alla Guardia di Finanza di Campobasso «Attenti alle scuole primarie di Pescara, Vasto e Termoli. Fermate la strage». Sono così scattati i controlli anche nei pressi delle Primarie sansalvesi; agenti in borghese hanno vigilato dall'esterno in modo discreto.

L'intensificazione delle procedure di sicurezza in tutte e due le occasioni è stata portata avanti dalla Polizia. Nonostante l'immediata infondatezza delle telefonate, le forze dell'ordine sono tenute a far scattare i relativi protocolli. Al di là dell'aspetto operativo, nel bilancio di queste attività ci sono i disagi. Il 7 gennaio, l'Italia dei treni sulla dorsale Adriatica è stata troncata a metà per 4 ore, con agenti della Polfer, artificieri e personale Rfi impegnati nei controlli all'interno della galleria. Lo stesso era accaduto il 2 gennaio 2014 (leggi).

Cosa rischia chi chiama generando tali allarmismi? A rispondere è il vicequestore del Commissariato di Vasto Alessandro Di Blasio: «In questi casi partono subito gli accertamenti per individuare il luogo dal quale è arrivata la telefonata. È una procedura abbastanza rapida. Il problema è che nel 90% dei casi queste chiamate vengono fatte dalle cabine telefoniche, quindi è un po' più difficile risalire all'autore».
«Chi compie questi gesti - continua Di Blasio - commette un reato inserito nel codice penale, art. 658, quello di Procurato allarme. È punibile con l'arresto fino a 6 mesi, quindi in carcere non ci andrà, e con una multa fino a 516 euro».

Dopo i fatti di Parigi, scherzi simili trovano ancor di più terreno fertile e nessuna segnalazione - seppur falsa - può essere lasciata cadere nel vuoto. «Certo, aumentiamo il grado dei controlli. Ci sono varie tecniche a seconda dei casi. Ieri, ad esempio, sono stati intensificate le verifiche con più uomini in strada che vigilano su determinati luoghi al posto di altri. Per quanto riguarda la telefonata arrivata al 117 di Campobasso, si parlava di scuole primarie, quindi di bambini, un fatto viscido e indegno. Speriamo sia l'ultima telefonata della serie».

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