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La resistenza civile di un territorio blocca una discarica di rifiuti pericolosi

Archiviata la discarica di rifiuti tossici e nocivi in territorio di Furci

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Il Progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti con annessa discarica per rifiuti pericolosi in località Cicella a Furci, venne presentato nel 2005 dalla società VALLECENA S.r.l..

L'intera cittadinanza, allertata, si attivò contro la sua realizzazione, con la creazione di comitati, costituiti per l'occasione, che espressero formalmente la loro contrarietà attraverso raccolte di firme e manifestazione pubbliche, oltre a presentare relazioni tecniche che ne evidenziavano la pericolosità per il nostro territorio.( leggi )

La storia della discarica di Furci, è una storia soprattutto di resistenza civile, partita dalle popolazioni e supportata dalle istituzioni.

Angelo Marchione sindaco di Furci, ce ne parla con orgoglio, ed entusiasmo, l’azione comune di cittadini ed istituzioni ha portato ad un grande risultato, la consapevolezza, che chi vive la propria terra, non debba sempre subire le decisioni, ma prenderle e modificarle in positivo per il proprio destino.

Una politica, che consentiva fino a fine anni ’90, una gestione delle discariche non particolarmente “attenta”, le discariche infatti, non necessitavano di particolari autorizzazioni e non subivano particolari controlli, costituì all’inizio del 2000 il Consorzio Civeta, oggi in attesa da oltre due anni della nomina di un Commissario.

Camillo D’Amico, consigliere comunale di Cupello, chiede oggi, un intervento urgente da parte della Regione per la nomina del commissario del Consorzio.

I comuni come Furci, appartenenti a quella che era la cosiddetta Comunità Montana, oggi non hanno più rappresentanza all’interno di questo organismo, dunque non possono in alcun modo influire sulle decisioni prese in quella sede.

D’Amico, e tante altre forze politiche, (tra cui i ragazzi del M5S di San Salvo che portarono nel 2012 il sindaco di San Salvo in visita ad un impianto di riciclo di rifiuti a Vedelago), al di là delle appartenenze, chiedono una gestione del Consorzio mirata soprattutto, a quel circolo virtuoso che è il riciclo dei rifiuti, che favorisca una filiera che metta al centro il recupero del rifiuto, creando una vera propria economia su di esso.

Il nostro territorio ha i presupposti per consentire questo percorso virtuoso, manca ad oggi la volontà certificata da decisioni istituzionali per intraprenderlo.

I cittadini furcesi, accanto a quelli di tutto il vastese, potranno forse tornare a scendere nelle piazze, per invocare una maggiore attenzione nella gestione del proprio territorio, che non miri a regalare spazi tolti all’agricoltura a rimesse di immondizia, ma a creare su di esso, economie tese a creare occupazione vera, non solo millantata, ed un territorio più sano dal punto di vista ambientale.

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