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Raffaele Artese, l’uomo della scuola

Storie di vita

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La città di San Salvo ha dedicato un premio letterario (leggi) (giunto oramai alla quarta edizione e che va riscuotendo successo non solo a livello locale ma anche nazionale) a Raffaele Artese, un grande uomo amante della scuola, della letteratura e della sua terra natale.

Raffaele Artese nasce a San Salvo il 13 luglio del 1925, figlio di Virgilio Artese e Chiara Ciavatta. Il papà fu guardia carceraria presso il carcere penale borbonico nell’isola di Ponza, dove Raffaele frequentò la prima e seconda elementare. In seguito Virginio partì per la guerra d’Africa e la sua famiglia tornò a San Salvo. Finita la guerra, Viginio tornò anche lui a San Salvo e siccome sapeva riparare le scarpe intraprese questa attività artigianale.

Raffaele aveva sempre amato la scuola e dopo le elementari, tutte le mattine,  si recava in bicicletta a Vasto per frequentare l’avviamento, (le scuole medie). Durante questo periodo vide per la prima volta anche Anna Stivaletta sua futura moglie.

Sentiva forte la sua vocazione per la scuola e così con tanti sacrifici proseguì gli studi magistrali a Sulmona.

Visse il dramma della guerra a San Salvo (leggi). Un giorno, i tedeschi avevano radunato tutti gli uomini e li avevano provvisti di pale e picconi per scavare una trincea. Nessuno capiva il tedesco e Raffaele, senza alcun timore, si rivolse ai militari in francese per far presente che lui era uno studente e non sapeva scavare. I tedeschi decisero allora di utilizzarlo come interprete.

Per pochi mesi, scampò il servizio militare nel periodo della guerra, ma venne arruolato successivamente nel primo contingente del 1946. Una sera era uscito dalla caserma per farsi una foto e siccome era rientrato tardi fu punito. Durante la punizione fu sorpreso a leggere perché si stava preparando per il concorso per diventare maestro. Fu così che il suo superiore, lo spostò in mansioni che consentivano di avere più tempo a disposizione per studiare.

Nel 1949 ebbe il suo incarico da maestro delle elementari in una scuola di Vasto. Lì rincontrò Anna, che in quel periodo impartiva ripetizioni a un alunno di Raffaele. Grazie a questo confronto didattico, i due si innamorarono e convolarono a nozze nel 1954. Nel 1955 la coppia si trasferì a Brescia dove Anna vinse il concorso per l’insegnamento. Nel frattempo Raffaele dopo la laurea in “vigilanza scolastica” conseguì anche quella in pedagogia e negli anni ’60 divenne direttore didattico. Conosceva i problemi della scuola da insegnante e voleva dare un contributo personale a livello generale.

Nel 1964 la famiglia tornò a Vasto e Raffaele assunse l’incarico di direttore didattico a Montenero di Bisaccia, dove restò per 25 anni e poi nell’ultimo periodo a Vasto.

Anche se il suo ruolo comportava molti adempimenti burocratici, cercava sempre di non trascurare i rapporti umani con gli insegnanti e soprattutto con gli alunni. Un giorno una maestra gli condusse un bambino iperdinamico, in preda ad una crisi isterica che non riusciva a reggere. Raffaele per farlo calmare se lo tenne con sé in direzione e dopo un po’ riuscì a rasserenarlo e a instaurare con lui un rapporto cordiale. Aveva capito che questo bambino aveva solo bisogno di un po’ di attenzione.

Nel 1990 andò in pensione, ma continuò la sua opera di uomo di cultura. Per un decennio diresse la Scuola Civica Musicale di Vasto e per altri dieci anni fu il responsabile culturale e docente di Psicologia presso l’Università delle Tre Età di Vasto.

Raffaele nutriva tre grandi passioni: leggere, scrivere e la musica. Amava la letteratura e la filosofia classica. Imparò da autodidatta a suonare prima il mandolino, poi la chitarra e il pianoforte.

Il suo profondo attaccamento alla città natia lo portò a dedicare diverse opere a San Salvo: “Lu Mazzimarelle”, “Stravaganze del mio stivale”, “Fiabe e racconti salvanesi”, “Storia minore di San Salvo”, “La Gissana”, “Don Gaetano de Vito”, “Don Luigi Sartore”, “Vita ed opere di un illustre medico salvanese”.

“Ma di sicuro la sua opera più importante (come afferma anche la figlia Marina) è “Il vocabolario del dialetto di San Salvo” realizzato con grande meticolosità storica e anche grazie al contributo della moglie Anna Stivaletta, ex insegnante, poetessa e autrice di testi lirici”.

Raffaele Artese ha ricevuto la Medaglia d’oro e il Diploma di Benemerenza al merito della Pubblica Istruzione dal Presidente della Repubblica

 

 

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