Partecipa a SanSalvo.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Di Florio e Castelli, tra principi di legalità e azioni di prossimità

Dal convegno organizzato da Orazio Di Stefano su solidarietà e legalità le proposte di chi amministra la giustizia e chi analizza e gestisce i fenomeni sociali

Condividi su:

Il convegno organizzato dal giornalista Orazio Di Stefano sulla legalità, ha visto tra i relatori due uomini molto importanti per la città di San Salvo, ognuno nel suo campo: il procuratore Giampiero Di Florio e il consulente internazionale di sicurezza urbana Vincenzo Castelli.

Il procuratore Di Florio, ha concentrato il suo intervento sul principio di legalità, "Il problema in Italia è che ognuno di noi in Italia avverte il senso della legge come se la legge si dovesse applicare solo agli altri, come se la legge fosse qualcosa di astratto, come se desse fastidio a tutti noi. Nel '95 venne pubblicata un'indagine in cui si evidenziava che 1/3 della popolazione italiana reputava inutile osservare le regole, un'altra parte le riteneva interpretabili altri le ritenevano interpretabili in base al proprio tornaconto. Le regole dunque si applicano sempre agli altri". Parole pesanti quelle del procuratore di Vasto, che puntano il dito sul senso di giustizia che ogni cittadino percepisce come ha affermato Di Florio a proprio piacimento. Ma l'attenzione del procuratore si è concentrata sui reati compiuti dalla classe politica e dalla pubblica amministrazione. Se in altri Paesi infatti, anche solo il dubbio di un reato compiuto da un politico ne comporta le sue dimissioni, in Italia invece anche gli ha subito processi penali continua a fare politica o ad avere in essa notevoli influenze. "Oggi non abbiamo più la capacità di indignarci, ci preoccupiamo del furto nell'abitazione, ci preoccupiamo della rapinetta, ma non ci preoccupiamo di fatti che sono strettamente legati all'etica alla questione morale e se vogliamo dirla tutta alla questione democratica che in questo momento vive l'Italia - ha continuato il procuratore - sempre facendo ricorso alle statistiche, rispetto ai reati predatori c'è una leggera flessione rispetto allo scorso anno, sono quei reati che ciascuno di noi sente in maniera più presente perchè ci toccano personalmente, ma perchè non ci indignamo di fronte ai reati della pubblica amministrazione? Ci sono persone che continuano a fare politica pur avendo subito processi penali, questo non accade in altri Paesi, lì basta il mero sospetto. Abbiamo assistito negli anni, a importanti personalità che colpite dal sospetto di aver compiuto anche fatti minimi, come in Germani o in Inghilterra, danno le dimissioni, in Italia tutto questo non accade. Eppure c'è l'art.54 della Costituzione che poca gente ha letto in questo Paese, che afferma che chi esercita delle funzioni pubbliche, le deve esercitare con onore e disciplina, poi ciascuno ha la sua coscienza, la sua morale. Il problema è che molti continuano ad operare indisturbati".

Vincenzo Castelli, operatore nel mondo del sociale, oggi presente in America Latina con progetti di supporto al governo per il recupero di situazioni di disagio, ha lavorato a lungo a San Salvo.

Erano gli anni '90, gli anni del Progetto Atlantide, quando diversi milioni di lire piovvero nella nostra città con un "Progetto di recupero del disagio giovanile". Vincenzo Castelli ne era il coordinatore. Per circa 10 anni furono formati operatori di strada, in una San Salvo che allora vedeva giovani morti per overdose e le comunità di recupero sembravano l'unica alternativa. Castelli, già da allora, proponeva luoghi di aggregazione per i giovani, progetti teatrali, dava alternative a quei ragazzi che vedevano la strada come unico luogo di incontro. A fine anni '90 i soldi del Progetto Atlantide finirono e piano piano quelle professionalità andarono perdute.

Grazie ad Orazio Di Stefano, Castelli è tornato a San Salvo ed ha riproposto quel modello, in una città che oggi come allora, subisce gli effetti negativi di una crescita demografica improvvisa, con la "perdita identitaria della comunità", formata da più culture. "Bisogna lavorare sulla etnografia urbana dei luoghi, andare per le strade, compiere azioni di prossimità e di approssimazione, vivere vicini. Troppo spesso non si sa chi è il proprio vicino di pianerottolo, bisogno creare legami, vincoli", ha affermato Castelli.

Nella sala era presente, probabilmente grazie alle prossime elezioni amministrative, molta parte della classe politica locale, di maggioranza e di opposizione, due gli appelli che possiamo cogliere dal bel convgno organizzato dal collega Orazio Di Stefano, che la classe politica che si presenterà alle prossime elezioni amministrative abbia ben presenti: i principi di onore e disciplina nello svolgere le sue funzioni, grazie alle parole del procuratore Di Florio e quello che chiunque assurga alla carica di Sindaco della città di San Salvo, tenda a creare un senso di comunità con atti e azioni concrete, fondamentali per arginare fenomeni criminali e di devianza.

Condividi su:

Seguici su Facebook