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La Bosco degli Ulivi ad imparar i sapori, colori e profumi del mondo vegetale e del prodotto biologico

Continuano con frequenza e successo le visite didattiche nel Bosco degli Ulivi di Claudio Pracilio

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Le classi della II della scuola elementare di Castiglione Messer Marino e Carunchio hanno visitato la fattoria didattica "Il Bosco degli Ulivi", di Claudio Pracilio, oramai conosciuta apprezzata ed inserita a più livelli con programmi ed eventi di varia tipologia nell’ambito antropologico, folcklorico, turistico, professionale e gastronomico.

La nuova strategia scolastica è finalizzata ad una rinnovata polivalenza culturale che dà sempre maggiore priorità alla scoperta del territorio. I programmi che ne  risultano, in tal modo, sono interessanti ed anche divertenti, con risultati sorprendenti.

L’aula sostituita da spazi esterni, come l’immenso Bosco degli ulivi, attivizza una conoscenza visiva e tattile di un regno vegetale straordinario per quantità e varietà di elementi; in aula,  al contrario, si è costretti di osservare intorno, il ripetitivo contesto e rimanere fermi nello spazio limitato al proprio banco. Durante la passeggiata il vociare era ammoritizzato dall’esterno senza fine, abbracciato dal cielo, dagli alberi,  dagli animali grandi e piccoli, da insetti e formiche più preziose dei disegni evidenziati dal libro di scienze. 

Le insegnanti, al contrario di quanto avvenga in classe, non hanno mai dovuto alzare la voce nè rimproverare i bambini, attenti a tutto ciò che Claudio spiegava su particolari biologici, scientifici ed ambientali, la cui difficoltà, pur esistente, non solo non ha creato problemi nella loro decodificazione, ma ha reso i virgulti ospiti, curiosi e desiderosi di un sapere a priori, troppo elevato.In classe quel mondo aperto è assente e le lezioni spesso diventano monotone e ripetitive, perchè si utilizzano sempre gli stessi strumenti didattici che si limitano ad una sola lavagna.

L’attenzione degli alunni, visitatori vivaci, (dopo una gustosa colazione con rosse fragole pane fatto in casa ed insaporito con olio  e nostrane pizzelle), è risultata, sempre vivace e partecipativa, perchè gli studenti hanno avuto l’apportunità di  toccare e conoscere tante piante, bacche; annusare e cogliere fiori, attivizzando tutti i sensi visivo, tattico ed olfattivo, conoscendo ed imparando il significato dei termini, come “biologico” che Claudio spiegava e,  con una accurata e divertente capacità didattica,  riusciva ad inculcare nella mente dei bambini, che camminavano ed attivizzavano senza accorgersene “il delectando docet” degli avanguardisti pedagogisti latini.

Con questo sistema, da vero inconsapevole didatta, Pracilio Claudio, pioniere del biologico, ha illustrato le caratteristiche delle farine del grano Senatore Cappelli, dell’olio di oliva, delle piante, degli alberi e degli animali, passando dalla secolare quercia, la  cui storia  si sposa con le tradizioni nostrane, all’eucalipto, dal profumo di menta e dalla non comune e scagliosa corteccia del suo tronco.

Senza accorgersi delle ore passate, il cammino, attraverso il grande bosco,è stato piacevolmente lungo con soste indimenticabili alla fontana dell’antico tratturo e i sentieri, da cui lo sguardo arrivava ai panorami dei paesi del Molise e del fiume Trigno che continua a raccontare storie di briganti e di persone, che pur rimanendo ignote, hanno sofferto freddo, fame e, senza mai spostarsi dai loro paesi, segnavano il tempo  col sorgere e il tramontare dello stesso sole, che oggi ha illuminato le menti e gli occhi dei bambini, che diventeranno futuri uomini, forti e gentili, come la loro terra d’Abruzzo e, per sempre ricorderanno questa bella ed indimenticabile esperienza, che rimarrà nei ricordi di un futuro di ex alunni diventati magari studiosi della pianta autoctona “Lentisco”, da cui si ricava l’olio dei nostri antenati.                                                                                                                   

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