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“La libertà la puoi spiegare 300 volte ma ognuno la interpreta a modo suo”

Domani 2 dicembre il musical “E saremo liberi”

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Sabato 2 dicembre, presso l'Auditorium "Paolo VI" in via Saint Nicolas de Port alle ore 18.30, ci sarà il musical “E saremo liberi”, un viaggio nel mondo dei ragazzi che si affacciano nel mondo e si pongono le prime domande esistenziali sulla libertà. Nell'ambito di tale manifestazione sarà presentato ufficialmente il video/riflessione “La pace sia con te” di Auro Zelli. Di seguito l’intervista a Francesca di Marco, la regista che sta curando la rappresentazione.

Quando, come e perché è nato questo musical dedicato a un tema così delicato e importante per i ragazzi?

Come Azione cattolica Ragazzi abbiamo sempre organizzato spettacoli che aiutano a riflettere. Verso febbraio scorso gli educatori hanno proposto questo testo, scritto da Tonino Lasconi, un po’ diverso dal solito e su una tematica che sta molto a cuore ai ragazzi, la libertà. A questa età, cominciano a desiderare le chiavi di casa e vedono i no dei genitori e degli altri adulti come delle limitazioni delle proprie libertà. Nei loro ambienti c’è sempre il gruppetto che se ne sta sulle sue, quello sempre all’ultima moda che casomai snobba chi non lo è, il gruppetto degli emarginati, quello un pochino più maturo e simili. Il concetto di libertà quindi assume un significato diverso a seconda della realtà che questi vivono ma la maggior parte si immagina che essere liberi significa poter fare quello che si vuole ed “avere” molte cose. Ma alla fine la vera libertà sta nel cercare anche il bene degli altri e della comunità in cui si vive. La morale finale del musical è davvero bellissima e non è solo per i ragazzi ma davvero per tutti. La libertà la puoi spiegare 300 volte ma ognuno la interpreta a modo suo e, come nel musical, spesso sta intorno a noi e non sempre sappiamo individuarla e riconoscerla.

Chi sono gli interpreti del musical?

Gli interpreti sono 13 ragazzi di seconda e terza media e in più ci sono due presentatori della stessa età. A mio parere i momenti più belli del musical sono i monologhi, i dialoghi del “quotidiano vivere” dei ragazzi. Il protagonista si interroga sul senso della libertà e ognuno gli dà una risposta diversa. Alla fine percepisce la libertà come un qualcosa che aleggia intorno al suo essere e alla sua vita. Sono dei ragazzi che si sono messi davvero in gioco e a disposizione. Ogni settimana si sono incontrati almeno due volte a settimana e questa è stata per loro anche un’occasione bella per conoscersi meglio, stare insieme, e condividere dei momenti gioiosi. Spero davvero di cuore che questa esperienza sia per loro come un seme che resti nei loro cuori e per gli tutti gli altri un’occasione per riflettere.

Il tuo invito?

Invito davvero tutti a partecipare. E’ un musical da cui si può solo imparare qualcosa. Vi aspettiamo!

 

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