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Imu sui terreni agricoli, D'Amico (Copagri) scrive ai sindaci

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Gentilissimi Sindaci,
è a tutti Voi nota la decisone assunta da Governo e Parlamento nazionale, rispetto a quanto contenuto nel Dl 66/2014, che entro il prossimo 16 Dicembre tantissimi contribuenti dovranno versare l’Imposta Municipale Unica (I.M.U.) sui terreni agricoli che, lo scorso Giugno, in fase di acconto erano completamente esenti.

Salvo poche, motivate e documentate eccezioni (CD, Coloni, Mezzadri, I.A.P.) le superfici interessate  alla tassazione sono notevoli e, in taluni casi, risulterà molto elevato ed esoso l’onere a carico dei contribuenti che non hanno la specifica qualifica per l’esenzione i quali, tra l’altro, per i comuni con un altimetria sino a 280 s.l.m. si troveranno costretti comunque a pagare pur con delle riduzioni rispetto alla più vasta platea di quanti saranno interessati al tributo.

Siamo a conoscenza che sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (M.E.F.) sono già ufficiali i tagli dei trasferimenti che verrà effettuato a danno di ogni singolo comune i quali, sicuramente, creeranno non pochi problemi per i vostri bilanci rispetto anche alle numerose scadenze coincidenti con la fine dell’anno solare; riteniamo però la misura fortemente punitiva per il comparto agricolo nel suo insieme perché danneggerà ulteriormente il settore già penalizzato da un annata agraria infelice, con forti perdite produttive e di reddito oltre che mettere in ginocchio moltissime aziende che non avranno alcuna possibilità materiale di poter onorare il pagamento del tributo in così breve periodo.
La norma introdotta vìola palesemente lo “statuto del contribuente” che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dell’entrata in vigore di provvedimenti frutto dell’attuazione di nuove leggi.

A nostro avviso la norma contrasta anche con l’articolo 53 della nostra Costituzione Repubblicana laddove recita: “…tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è formato su criteri di progressività” perché l’onere dell’I.M.U. sui terreni agricoli è applicata tout court in maniera discriminata senza dare alcuna materiale possibilità di conformarla alla più ampia tassazione e tributaria locale e nazionale. E’ solo ed esclusivamente un azione forzosa ed irragionevole atta a trovare la copertura finanziaria a 350.000 di €uro senza alcun contegno e rispetto della capacità contributiva dei cittadini amministrati.

A Voi tutti chiediamo sobrietà nell’applicare il tributo e profondo rispetto per un intero settore che soffre più di altri comparti produttivi la grave crisi economico e sociale che attanaglia il nostro paese.
Se l’agricoltura “muore” scompaiono le attenzioni ed il presidio dell’ambiente e del territorio oltre la certezza di avere cibo sufficiente e di qualità per la nostra alimentazione.

A Roma questi principi l’hanno dimenticati, ma, Noi e Voi che stiamo quotidianamente nel territorio, non possiamo fare lo stesso.
Uniti riusciremo ad evitare il peggio per la nostra agricoltura.

Cordiali saluti
Camillo D’Amico, vice presidente vicario Copagri Abruzzo

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