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Cold Storage - prima parte

I racconti del Conte

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   - Sali RAG.–

   Lavoravano insieme da qualche anno e si chiamavano con i soprannomi suggeriti dalle mansioni. RAG, ragioniere e TEC, tecnologo. Sono praticamente amici, TEC è anche il capo.

   “Chissà cosa vuole, di solito scende lui.”

   - Dimmi. – aprendo la porta

   - Siediti ed ascoltami bene. Ho poco tempo. – mentre apre un cassetto della scrivania ed estrae una patente.

TEC non sembra neanche lui. Nervi e denti, voce scura.

-  Arriverà il corriere e ti consegnerà due pacchetti e tu firmerai con questo nome... – e gli passa la patente.

-    Sandro Lecci? E chi sarebbe? E poi Vince mi conosce benissimo. Sa come mi chiamo! -

-  CAZZO, non ho tempo da perdere con te. Tu devi ritirare i pacchetti e firmare con quel nome. Punto e basta! -

-  E se non lo volessi fare? Che fai mi licenzi? -

-  Sarebbe il meno... Ieri sera, quando tua moglie è tornata a casa, aveva qualcosa di strano? -

A questo punto RAG è ingessato. La sera precedente la moglie sembrava un fantasma. Gli ha raccontato di aver fatto appena in tempo a scansare un camion che le stava andando addosso.

-  Aspetta, che ne sai di cosa è successo ieri sera a mia moglie?-

-  Il tir lo guidava uno dei nostri. L'abbiamo fatta spaventare per dimostrarti che possiamo colpirti quando e come vogliamo.-  

Avrebbe voluto ucciderlo, buttarlo giù dalla finestra che dava sull'officina. Pensò alla moglie ed alla figlia in arrivo e disse:

-  Ok. Che devo fare? -

-  Solo quello che ti ho già detto: corriere, due pacchetti, firma Sandro Lecci e nessuno si farà male.-

Ora TEC si alza.

-  Seguimi, scendiamo. E levati quella faccia da morto.-

Appena oltre la porta TEC si ferma e stacca la corrente.

-  Rientriamo!-

Adesso la luce delle lampade d'emergenza rende ancora più spessa l'aria.

-  Dai, muoviamoci, il tempo corre.- TEC però sembra cambiato. La sua voce vorrebbe rassicurare.

-  Ascoltami, tutto ciò che ti ho detto te lo rispiego tra un minuto. Mi serviva la tua reazione vera.-

Inserisce una chiavetta USB nel modulo delle telecamere interne, torna indietro di 5 minuti, scarica il filmato e cancella dal disco rigido quello che ha appena scaricato mentre dice:

-  Abbiamo solo 30 secondi prima che ci chiamino dalla sorveglianza. Rimetti indietro di 5 minuti l'orologio appeso sul muro, esci, riattacca il contatore quando ti dico “ORA!” e rientra. Ti darò un foglio e scendiamo insieme.-

RAG, praticamente lobotomizzato, esce. Sente da dentro “ORA!”, riattacca la corrente. Rientra.

-  Ciao, volevo chiederti un controllo su questi numeri, anzi, prima andiamo a prendere un caffè.-

-  Ok.- Ora sono nel piazzale e TEC:

-  Scusami, lo so che ti ho spaventato ma era necessario, l'ho fatto per il tuo bene.-

-  Per il mio bene?! Tu sei pazzo. E poi com'è quella storia del camion che si schianta sull'auto di mia moglie? Che ne sai?

-  Calmati... Stavo passando per caso sulla statale. Ho visto quel camion, secondo me il tipo si era addormentato. Stava andando dritto verso un'auto. Non so se l'ho svegliato io, ma gli ho suonato tutto il clacson che ho. Poi ho riconosciuto tua moglie nella macchina.-

-  Tu sei una testa di cazzo, una grande testa di cazzo, la testa di tutte le teste di cazzo. Mo spiegami quella recita nel tuo ufficio!.-

-  Non era una recita. Devi farmi il favore che ti ho detto. Devi ritirare i pacchetti. Io non posso farlo. Devo stare via per qualche giorno, una settimana al massimo. E questo filmato nella chiavetta è la tua assicurazione.-

Gli consegna chiavetta e patente.

-  Ma avrei ritirato tutto e firmato pure babbo natale, e tu lo sai. Perché tutta sta sceneggiata?-

-  Questa volta ti serve un salvagente, l'acqua è alta. Se tutto va bene avrai la tua parte. In caso di complicazioni di qualsiasi tipo potrai dire che sei stato minacciato e questo filmato ti aiuterà. Ora passiamo alle cose operative: Vince si è messo in ferie, fa parte del gioco anche lui, il tipo che verrà a consegnare è un novellino che usano in ditta come tappabuchi. La foto del tipo della patente è stata sostituita, è di uno che ti assomiglia.-

-  Mi assomiglia? Questo qui? Non mi assomiglia!-

-  Mo non fare il gionnistecchino: da lontano ti assomiglia.-

-  Si. Ma il documento lo guardi mentre ce l'hai in mano, mica da lontano. E poi da lontano ci assomigliamo tutti.-

-  La storia è seria. Appena arrivano i pacchetti li metti nel freezer. Tra qualche giorno ti mando un SMS con su scritto “che tempo fa?”, se i pacchetti sono a posto mi risponderai “il tempo suo”.-

-  Scusa, ma che domanda del cazzo è “che tempo fa”? Lo chiederanno miliardi di volte per SMS.-

-  Appunto. L'importante non è la domanda ma la tua risposta.-

-  Sarà... e se non dovessero essere arrivati che ti scrivo?

-  “Sereno variabile”.-

-  Che frasi di merda. Si vede che in TV guardi solo le previsioni del tempo!-

TEC sorride stretto, è ansioso da morire.

-  Ultima cosa: nessuno, dico, nessuno sa nulla di questa consegna. Chiunque venga a chiederti qualcosa vuole fregarti. Ricordalo. Oggi sono passato qui ho salutato e sono partito senza dire nulla.-

-  Neanche se vengono quelli della riunione?-

-  Nessuno.-

Gli stringe la mano, alza il sopracciglio come a dire “stai attento”, sale in macchina e se ne va.

Il giorno seguente arriva il furgone. Il tipo scende.

-  Scusi, sono nuovo, è questa la SPARKLE?-

-  Si-

-  E lei è il Signor Lecci?-

-  Si- (oggi si) sta pensando.

-  Non è che non mi fido ma...

RAG prende la patente e la passa.

-  Grazie. Lo sa che dal vivo sembra quasi un'altra persona?-

   RAG sta pensando “egraziealcazzo!, ma dice:

   - Era mattina presto ed avevo gli occhi a mezz'asta. Il fotografo stava peggio di me.-

   - Bella questa! Gli occhi a mezz'asta. Ecco i suoi colli. Firmetta qui. Benissimo. Buona giornata.

Riposti i pacchetti nel congelatore pensa “questa consegna ed il viaggio improvviso hanno a che fare sicuramente con la riunione ...

C'era stata due settimane prima, la riunione. Di mattina.

Una colazione a base di adrenalina, testosterone, e paura.

TEC gli aveva detto che, insieme ad Andrea ed altri due tipi dovevano “risolvere un problema”. I tre stavano arrivando.

-  OK, ho capito. Se viene qualcuno per robe di lavoro dico che non ci sei. Dove vi mettete?-

-  No, neanche tu ci sei. Devi partecipare. Anzi la riunione la facciamo nel tuo ufficio, anche perché è l'unico senza telecamere.-

-  Aspetta capo, senza telecamere? Che riunione è? A parte Andrea ed il suo fuoristrada dal nome improbabile, questi due chi sono?-

-  Quel ragazzo pelato si chiama Luca.-

-  Quel mix tra un bulldog idrofobo ed un armadio a muro, vuoi dire...-

-  Tranquillo, sembra cattivo ma è un pezzo di pane, se non s'incazza.

-  OK. Non facciamolo incazzare...l'altro chi è?-

-  Si chiama Enrico. Ha un problema con Andrea e Luca ed io e te li faremo ragionare.-

-  Ragionare? Io e te? Ma se non so neanche chi sono? E che problema hanno? Mi metti sempre in situazioni di merda TEC!-

RAG vede Enrico che si toglie la felpa. Dalla tasca gli sbuca il calcio di una pistola.

-  Ma questi sono armati? Ma se si sparano? Ma se MI sparano?-

-  Per questo devi esserci tu! La regola è che davanti ad estranei non si caccia il ferro.-

-  Ah, quindi siete armati tutti?!-

-  Che ci vuoi fare...-

-  Ma porco...-

-  Non bestemmiare! Enrico è cattolicissimo.-

-  Pure cattolicissimo! E con la pistola che ci fa, ci da l'assoluzione? -

   - Basta RAG, arrivano.-

Eccoli, si presentano, entrano, si siedono.

Enrico prende la parola. Accento del sud indefinito, forse è lucano. Guarda il ragioniere e chiede al tecnologo:

-  Lui è fidato?-

-  Non starebbe qui, è il mio braccio destro. Sa tutto. E poi oggi un estraneo serve!-

Wow! Braccio destro di una specie di criminale. È fiero e spaventato allo stesso tempo.

-  Non credo che risolviamo il problema di oggi coi ferri- continua Enrico.

-  Anzi, se siamo qui è perché i problemi, se esistono, si devono risolvere... tra di noi abbiamo sempre risolto. Abbiamo smosso di tutto. Nel nostro settore comandiamo noi. Mo vuoi vedere che per una donnetta dobbiamo litigare?-

-  Perché le hai dato i soldi per il biglietto?- dice Andrea con la mascella serrata inclinandosi in avanti col busto.

-  André, è meglio così. Se ne sarebbe andata lo stesso e magari se la sarebbe pure cantata. E poi io le ho pagato solo il biglietto: Luca, il tuo compare, se l'è scopata! Incazzati con lui.- E Luca immediatamente:

-  André, non lo stare ad ascoltare sto coglione. Vuole solo mettere zizzania.

-  Guarda Lù: te la sei scopata? Hai fatto bene. E tu con chi credi di parlare? Il problema è n'altro: senza Patricia abbiamo perso l'aggancio coi tipi laggiù. E che ci vuole nu scienziato per capirlo? E quando la ritroviamo na bamba così?!-

-  Il problema è già risolto.- dice Enrico scrocchiandosi le dita.

-  Prima di andare via mi ha messo in contatto direttamente con loro. Sono andato giù. Ci siamo incontrati. Lo sapevate che la ricciolotta ci stava fregando duemila a carico?!-

-  Fermati mo... in che senso vi siete incontrati? Quando?- interviene TEC.

-  Vi ricordate il mese scorso quando vi dissi che dovevo andare a Napoli per un processo? Era na cazzata. Gli accordi con Patricia erano che io le pagavo il biglietto solo se lei mi preparava l'incontro con loro. Se era tutto ok, al ritorno, avrebbe avuto i soldi per partire.- Andrea accarezza il calcio della pistola.

-  Quindi hai fatto di testa tua, come al solito, senza dirci niente?- TEC pone la domanda che tutti vorrebbero fare.

-  E mo vuoi pure l'applauso?- irrompe Andrea.

Luca si alza urlando.

-  Tu non sei fatto per collaborare. Tu vuoi fare il boss e tratti noi da scagnozzi. Non funziona Errì. E poi sta storia che ci inculava i soldi? Ma non dire cazzate.-

-  Cazzate?! Vedrete coi vostri occhi la prossima consegna. Si ho fatto di testa mia, è vero. Ma tutti staremo meglio. Fidatevi na volta...-

Inizia una discussione serrata ma, tutto sommato, pacifica. Cioè non si estraggono armi.

RAG stava in silenzio simulando tranquillità. Ma dentro si sentiva squassato dalla visione delle pistole, e da quella specie di equilibrio del terrore che si era instaurato in una mattinata (teoricamente) lavorativa. Pensava alla moglie a casa ed alla domanda “com'è andata oggi?” “ma, sai, le solite cose, pistola più, pistola meno”. E poi quelle parole: consegna, carico, comandiamo noi... Che non si trattasse di boy-scout l'aveva capito dal parcheggio. Ma ora e qui erano più di tre, e quindi qui si parlava di associazione a delinquere (e lo stampo mafioso era un mero problema geografico). Nel suo ufficio!

Parla Enrico - OK. Da adesso l'operazione si fa così...-

Inizia a fare nomi di persone e tragitti di merci. Scali, agganci nei porti e tra i camionisti.

RAG non riesce a seguire quella geografia umana, vede un fornitore dalla porta di vetro che sembra dirigersi dritto nell'ufficio. Esce, lo blocca, ci parla qualche minuto, lo manda via e rientra.

-  Minchia! Davvero è il tuo braccio destro, vi siete capiti con lo sguardo!- dice Enrico

-  Se è per questo non ci siamo neanche guardati. Certe cose si fanno e basta!- Dice RAG.

-  Errì; questo è RAG! - dice sorridendo TEC.

-  E bravo, bravo a RAG. Certe cose si fanno e basta! Vabbuò. Ti sei perso i dettagli, spiegagli tu.- TEC annuisce.

I tre risistemano nervi, maglie e pistole. La riunione è finita.

   Ma oggi, a due settimane da quella mattinata ed a due giorni  dalla consegna (ormai congelata), il problema era un altro: nessun SMS da TEC.

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