Gli 'atleti della porta accanto': uno sportivo/barman di qualità Fabio Zara

| di Pasqualino Onofrillo
| Categoria: Sport
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Nella sesta puntata della rubrica Conosciamo gli atleti della porta accanto è la volta dell'ex barman (ma i suoi cocktail sono ancora superlativi) Fabio Zara. Originario di Tavenna, dove l'estate scorsa si è cimentato nell'organizzazione della Corriamo per il luppolo, vive a Vasto ma corre da un anno con la Podistica San Salvo.
Estimatore delle Maratone di serie A e frequentatore di molte gare dolomitiche, così risponde alle nostre domande:

Quando e perché hai iniziato a correre?
Ho iniziato a correre 4 anni fa grazie al mio amico Angelo Pinto che mi ha trasmesso questa passione.

Come concili il tempo per correre con il lavoro?
Devo dire che non è difficile conciliare questo sport con il lavoro visto che basta infilarsi un paio di scarpe da runners e se hai voglia puoi correre in qualsiasi posto a qualsiasi ora.

Qual è  il ricordo più bello che hai durante un allenamento?
Gli allenamenti della domenica mattina sulla ciclabile di Vasto Marina con il mio amico Pasqualino con lo sfottò reciproco ironico, ma sano, sono sempre piacevoli e si macinano km senza accorgersene.

Qual è stata la fase più dura della tua carriera di podista?
Senza dubbio quando mi stavo preparando per la mia prima maratona e durante un allenamento sono stato investito da un auto.

Qual è la gara che ricordi con piacere?
L'ultima maratona che ho disputato, quella di Francoforte con un arrivo davvero originale e spettacolare e poi ho fatto il mio best.

Qual è la salita che ti ha fatto pentire di aver scelto questo sport?
Nessuna salita, anzi ho un ricordo bellissimo quando ho corso sulla salita da Cassino fino all'abbazia di Monte Cassino, davvero una bella soddisfazione.

Ti trovi meglio nelle gare brevi e nella mezze/maratone?
Visto che corro da solo 4 anni e ho già fatto 10 maratone, non ci sono dubbi che preferisco le gare lunghe. La maratona ha un fascino unico, e per il regalo dei miei 50 anni vorrei correre la 100km del Passatore da Firenze-Faenza.

Racconta l'aneddoto più strano che ti è capitato mentre correvi.
Assolutamente quello durante la maratona di Roma, quando il tempo prefissato non era più raggiungibile, al 35° km, io e il mio amico Joao ci siamo fermati per bere una birra con lo stupore di tutto il personale del bar.

Meglio correre da solo o in compagnia?
Sicuramente in compagnia.

Cosa pensi della Podistica San Salvo?
Grande gruppo, grande presidente, grande portavoce della società.

Pasqualino Onofrillo

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