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L' Odeon come in “Nuovo cinema Paradiso”

Storie di vita

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La vita di ognuno di noi non viaggia mai da sola ma si intreccia con quella degli altri e a volte i progetti dell’uno vengono sposati dall’altro che li porta avanti e li affianca ai suoi. La storia di San Salvo è stata costellata da due grandi cinema che hanno portato momenti di spensieratezza anche a chi viveva momenti difficili. Ecco la storia di uno di questi cinema e delle persone che l’hanno portato avanti, il cinema Odeon. Mario Tomeo ha paragonato la vita di questo cinema al racconto del film “Nuovo cinema Paradiso”.

Negli anni ’40 Pompeo Marzocchetti aveva realizzato, nei pressi della chiesa di san Giuseppe, una struttura di legno all’interno della quale aveva piazzato delle sedie e un proiettore per i film. Un semplice lucchetto metteva in sicurezza il “cinema” quando non era funzionante.

Qualche anno più tardi ha trasferito le proiezioni in uno stabile in via san Giuseppe. “Il riscaldamento era il fiato della gente”. Nel 1954 Pompeo ha deciso di vendere il suo cinema che è passato di mano in mano sino a quando non è stato acquistato nel 1954 dai proprietari del cinema Corso a Vasto.

Biondo Tomeo aveva imparato l’arte del calzolaio ma dopo aver sposato Vitalina Di Gregorio, nel 1942 aveva aperto una cantina in via Roma (dove tutt’ora c’è il bar del nipote Biondo Tomeo) nei pressi del distributore di benzina di Virgilio Cilli, la vecchia statale 16. Spesso vi si fermavano i camionisti che chiedevano il caffè. E così la cantina si è trasformata nel “Bar-trattoria dell’Auto”. Biondo offriva anche da mangiare (spesso e volentieri gratis per i bisognosi). “Con due triglie di numero sapeva preparare un piatto eccezionale”.    

I due operatori del cinema Odeon erano degli assidui frequentatori del “Bar dell’Auto” e sapendo che i proprietari del cinema volevano vendere proposero l’affare a Biondo. E un giorno, senza dire niente alla famiglia andò a Vasto e quando tornò al bar poggiò le chiavi in mano al figlio Mario, all’epoca dodicenne. Era il 1956. Tutta la famiglia accolse con entusiasmo la nuova sfida. Biondo, Vitalina e i due figli Felice e Mario gestivano con passione e determinazione le due attività. Vitalina aveva nel sangue lo spirito imprenditoriale. “Stava avanti, ci sapeva fare davvero. Era sempre cordiale con tutti. Sorrideva sempre. Sulle casse delle due attività non dovevano mai mancare dei fiori freschi possibilmente rossi”. Il bar e il cinema erano sempre strapieni.

Nel 1968 un incendio al cinema ha creato l’occasione per realizzare una struttura molto più moderna che fu inaugurata il 25 ottobre del 1970 con il film “La tenda rossa”. Nel periodo di ristrutturazione i film venivano proiettati in una vecchia casa di Mastro Antonio nei pressi di via Fontana.

Il cinema era utilizzato oltre che per la proiezione dei film anche per ospitare saggi di danza, personaggi importanti come Pippo franco e simili e per mandare in scena le rappresentazioni teatrali di rilevanza nazionale, regionale e locali (tantissimi sansalvesi ricordano ancora “La porte de la terre”). All’inizio erano i corrieri che di notte passavano a portare le nuove pellicole e ritirare le vecchie. In seguito Mario e la moglie, Clara Di Sipio si recavano due tre volte al mese ad Ancona per il ritiro delle pellicole cinematografiche. Ogni film veniva proiettato per due giorni massimo tre con la domenica. Ogni sera c’erano almeno due proiezioni. Il film “Il padrino” è stato proiettato per venti giorni. Il cinema era sempre strapieno. I 400 posti a sedere non bastavano quasi mai.  

Vista la crisi del settore, nel 1992 la famiglia Tomeo ha deciso di chiudere il cinema Odeon. Alla domanda “hai mai pensato di riaprire il cinema?” Mario ha risposto “sempre. Io amo il fascino del cinema”.   

 

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