Dopo la questione delle bollette salate, un altro problema correlato alla gestione della rete idrica che sta procurando non pochi disagi a turisti e residenti. Taverna di Schiavi di Abruzzo, una frazione già assurta agli onori della cronaca per la recente chiusura del locale ufficio postale, durante tutto il mese di agosto ha dovuto fare i conti con il razionamento dell'acqua potabile. Un paio di ore la mattina e un paio la sera, poi rubinetti chiusi. Difficoltà per lavarsi, per cucinare, insomma una situazione a dir poco disagevole, anche in considerazione dell'aumento notevole della popolazione che si registra in estate grazie al rientro di emigranti e di semplici turisti. La cosa che rende questa situazione quasi paradossale è che, a prescindere dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi, l'ultimo inverno è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni a carattere nevoso. Per oltre tre mesi la spessa coltre nevosa ha coperto il territorio montano di Schiavi e il conseguente lento disgelo ha alimentato le sorgenti che riforniscono la rete idrica. L'acqua c'è in abbondanza, o almeno ce ne dovrebbe essere a rigore della più elementare logica, dunque il razionamento appare ancor più inspiegabile da giustificare. Il problema potrebbe risiedere nella rete idrica stessa che da tempo non riceve manutenzione e probabilmente presenta delle falle dalle quali l'acqua potabile si disperde. Un altro problema da risolvere per la SASI, il nuovo gestore della rete idrica, già alle prese da tempo con le polemiche sulle bollette ''pazze'' emesse senza un'effettiva lettura dei contatori.
