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Oltre 500 pellegrini in cammino verso Monteodorisio

Una domenica con Maria

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Domenica 7 settembre ore 05.00 raduno davanti alla chiesa Madonna delle Grazie; alle 05.20, dopo una sosta in preghiera dentro la chiesetta, tutti insieme, in oltre 500, ci si è messi in cammino per raggiungere il Santuario di Monteodorisio.

Delle torce illuminavano il cammino dei pellegrini nel buio e diventavano luce per gli altri che percorrevano la loro stessa strada o per altri che in quel percorso si incrociavano.

Durante il tragitto altri si sono aggiunti in altri punti della strada. Durante questo camminare insieme c’è stato chi ha spezzato i misteri della vita terrena di Cristo per far vivere in pienezza questo pellegrinaggio: mente e cuore concordi nel camminare con Gesù e Maria, che hanno vissuto anche loro una vita terrena fatta di gioie e dolori come quelli che invadono la vita di ogni essere umano. Giovani coppie e coppie con 48 anni di matrimonio alle spalle si tengono le mani per tutto il tragitto. Le mamme portano bambini nei passeggini o per mano per affidarli alla Mamma per eccellenza affinché li benedica e li guidi sempre.

Amici che si erano messi d’accordo per percorrere insieme questo tragitto diventano l’uno sostegno dell’altro. Nuore, dalla cui suocera hanno appreso che la vita dei loro mariti è il frutto di una grazia della Madonna, portano il testimone di “grazie Maria” al santuario. Altri invece che non hanno ancora avuto la grazia di conoscere l’amore di Gesù e di Maria per loro, percorrono questo tragitto solo per abitudine e/o per una sorte di seme che comunque è in loro e che però, al momento, ignorano.

Dopo tanto camminare, passando dal buio della notte alla luce del giorno, percorrendo salite e discese, si comincia a intravedere il traguardo. Delle bancarelle offuscano per un breve tragitto la mente e il cuore da quel clima di preghiera. Si giunge finalmente in questa casa celestiale di Maria.

Un sacerdote con un sorriso a trentadue denti introduce questo popolo al grande mistero di Cristo. Parole sull’infinita Misericordia di Cristo invitano tutti al Perdono (termine che non significa “mi devo sottomettere” ma “dono” “per”).

Dopo essersi cibato con il pane vivo che discende dal cielo, dirigendosi verso l’uscita, gli occhi sono attirati da un quadro nel cui vetro è conservata una lunga treccia di capelli che contorna una lettera, datata maggio 2009, di ringraziamento alla Madonna per aver salvato da morte sicura un bambino di sei anni investito da una macchina.

Oggi più che mai con le comodità della vita moderna e i veloci mezzi di trasporto, essere pellegrini diventa “cammino di conversione”: il pellegrino ha cioè l’opportunità di vivere l’esperienza del figliol prodigo, di colui che conosce il peccato, la durezza della prova e della penitenza ed il sacrificio del viaggio, ma che conosce anche l’abbraccio del Padre, pieno di misericordia che lo riconduce alla vita per mezzo di Maria.

 

 

 

Foto di Simone Colameo

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