«Per san Vitale questo e altro»: il 'dietro le quinte' delle sagnitelle

| di redazione
| Categoria: Tradizioni
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Con queste parole si sono espressi alcuni responsabili dei preparativi della distribuzione delle sagnitelle.
Alle 6 del mattino una decina di persone era già operativa per preparare il sugo per condire le sagnitelle. Il procedimento è lo stesso di quello casalingo, cambiano i quantitativi e le dimensioni delle pentole: quest'anno sono state usate circa 800 bottiglie di salsa.

Gli altri volontari collaborano alla preparazione della pasta: nella giornata dell’evento tantissimi sono gli uomini, le donne e i bambini impegnati; i bambini della scuola di via De Vito sono passati a salutarli. Anche il sindaco Tiziana Magnacca ha indossato cappello e grembiule, steso la pasta e conversato con i vicini di tavolo.

Tante le persone passate per respirare quel mix di lavoro e di festa. La gradita presenza di una famiglia cinese al completo è la conferma che San Salvo è diventata una città poliglotta. Questa ricorrenza diventa sempre più la festa non solo dei sansalvesi, ma di tutti coloro che si sentono tali e che amano questa città.
Gli uomini nel frattempo pensano ad alimentare il fuoco per portare a ebollizione l’acqua per la pasta.

La banda di San salvo dopo aver accompagnato 'le some' per le vie della città ha fatto tappa nella palestra della scuola per allietare coloro che si sono prodigati nella preparazione del pranzo.

Con l'avvicinarsi dell'ora della distribuzione il clima si fa sempre più frenetico: in tanti avevano già cominciato a fare la fila per ricevere la propria porzione di sagnitelle.

Alle dodici e un quarto, tutta la pasta è stata tagliata in attesa di essere buttata nell’acqua bollente. Don Raimondo ha messo l'olio (proprio come si fa a casa per impedire che le sagne si attacchino tra di loro) e il sale e ha buttato il primo tavolaccio di pasta.
Quando la pasta risale su e si forma quella caratteristica schiuma bianca della pasta fresca, viene scolata in enormi scolapasta e poi posta dentro l nzalaten (grosse coppe in ferro smaltato) o in grosse coppe d'acciaio alla cui base sono poste due grossi mestoli di sugo, Si provvede a condire con altro sugo e mescolare con enormi forchettoni in legno. Man mano che le enormi coppe di pasta sono riempite, si portano nei punti di consegna per servire i commensali (un’intera città!).

I volontari che hanno preparato il sugo, messo a bollire l’acqua, impastato e lavorato la pasta e gli altri servitori sono gli ultimi a mangiare. Hanno messo in pratica le parole di Silvano nel video di ieri: «siamo servi inutili» e questo per scelta in onore del santo patrono San Vitale. Come è giusto che sia non si possono agevolare i conoscenti nel risparmiare loro la fila; negli eventi che richiamano tanti cittadini, sono molti coloro che chiedono di passare avanti a tutti i costi e non mancano vari malcontenti.

Questa festa si tramanda di padre in figlio solo grazie all'amore sincero per questo straordinario santo.

FOTO DI SIMONE COLAMEO, MARIA NAPOLITANO E ANTONINO DOLCE

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