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Intervista a don Raimondo, parroco di San Giuseppe

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Come è nata la sua vocazione sacerdotale? 

La mia vocazione è nata grazie alla testimonianza della mia famiglia. Ogni domenica i miei genitori andavano a messa (possibilmente anche durante la settimana) e partecipavano alle novene e agli incontri organizzati dalla parrocchia.
Ho un bellissimo ricordo di mio nonno Nicola, uomo di fede che durante la settimana stava alla masseria e il sabato sera tornava in paese, andava dal barbiere per “fare la barba” e la domenica mattina puntualmente andava a messa; e poi la domenica sera ritornava di nuovo alla masseria. Non l’ho mai sentito bestemmiare eccetto quando gli hanno detto che volevo entrare in Seminario.

Mi raccontavano che da piccolo non ero proprio un “santarellino” e quindi andavo in giro per la Chiesa e spesso parlavo. Quando mi dicevano di stare zitto io rispondevo "Cirillo parla, parlo pure io."
Sin da piccolo ho cominciato a fare il chierichetto e don Cirillo spesso mi incaricava di spostare il messale. In terza elementare, durante le vacanze estive, Antonio Fusilli e Vallerico Leone (che stavano dai frati), mi insegnarono le risposte della messa, che allora era in latino. Mi ricordo, come se fosse oggi, che stavamo davanti all’Asilo ed eravamo seduti faccia a faccia, con Antonio, per imparare il “Suscipiat dominus...”.
I miei compagni di scuola mi prendevano in giro perché al posto di fare collezione di figurine, collezionavo santini. Ma ciò non significa che non ero come gli altri: il mio “primo Amore” fu una bambina che recitava la parte dell’Angioletto.
Un giorno a scuola era passato un sacerdote che ci aveva fatto fare un tema su cosa volevamo fare da grandi: io volevo diventare sacerdote.
In terza media sono entrato in Seminario. Ricordo che Don Cirillo quando i miei mi chiesero di farmi il certificato per entrare in Seminario lui disse: “ma siete proprio sicuri”.

Ha visto San Salvo diventare da centro rurale a polo industriale, quali i suoi ricordi e quali le sue impressioni su questi cambiamenti?
Ricordo che san salvo era veramente un piccolo paese. A scuola c'erano due sezioni una maschile e una femminile. L'unica strada trafficata era la nazionale.
La mia casa era considerata una masseria ed era una delle ultime case di San Salvo.
Mio padre e mia madre mi hanno accompagnato il primo giorno di scuola per conoscere il maestro poi il secondo giorno sono rimasti a guardare fino a che non attraversassi la strada e poi niente più. Una sera non ho potuto partecipare alla novena di San Nicola poiché sono stato assalito dalle oche mute. Qualche volta uscendo da scuola ci fermavamo a giocare a bottoni al posto di tornare a casa. I nostri giochi erano molto semplici.
La televisione ce l'aveva solo qualche famiglia. In occasione del crollo della diga del Vajont (1963), siamo andati a vederla a casa di un signore (un muratore) e poiché eravamo in tanti ha messo il televisore sulla finestra per far vedere la televisione a tutti.

Secondo lei come veniva e come viene percepita la chiesa dalla maggior parte degli abitanti di San Salvo?
Una volta,  la maggior parte delle persone andava in chiesa un po’ per tradizione e un po’ per una  religiosità che portava a rivolgersi a Dio perché i raccolti andassero bene.
Ora questo è terminato e molti frequentano la chiesa solo perché il figlio “deve” fare la 1ª Comunione. Molti genitori chiedono i sacramenti per i figli per consuetudine o perché i figli sono in qualche modo stimolati dagli amici (che hanno raccontato: “alla 1ª Comunione mi hanno regalato …”) e per non “far vedere” che non lo fanno. Da molti la chiesa viene percepita come un'organizzazione che può aiutare a risolvere qualche problema.
Confido nel Signore affinché  l’avvicinarsi per far ricevere i sacramenti ai figli, possa essere un occasione per i genitori di riscoprire quella fede che è nel cuore di ogni uomo.

Quali sono le realtà parrocchiali di San Giuseppe e quando gli incontri di ciascuno di essi?
Quando ho cominciato a esercitare il mio sacerdozio a San Salvo la parrocchia faceva circa 6000 abitanti; ora è il doppio. Ventitre anni fa c'erano soltanto poche vecchiette che venivano a messa e un piccolo gruppo del Rinnovamento Nello Spirito.
Era una realtà molto scarna e non era facile trovare delle persone disponibili a sacrificare un po’ del loro tempo per i ragazzi. Ciò nonostante non mi sono mai lasciato prendere dallo sconforto e dallo scoraggiamento: ho cercato subito di trovare dei locali per il catechismo e per favorire l’aggregazione dei giovani.
Benedico e ringrazio il Signore per tutte quelle persone che collaborano e che hanno collaborato in questa parrocchia. Oggi in parrocchia abbiamo circa 30 persone che sono disposte a fare il catechismo e poi altre 30 che mettono il loro tempo a disposizione per aiutare i ragazzi a fare i compiti o altre attività che nel frattempo siamo riusciti a proporre, 15 giovani e meno giovani che sono disposti a spendere del tempo (anche sacrificando le ferie estive) per i 120 scout .

Ecco solo alcune delle belle realtà che sono l'anima di questa parrocchia:
1. due Comunità Neocatecumenali:
- la prima, di 27 persone, si riunisce il mercoledì alle 21
- la seconda, di 17 per la maggior parte giovani, si riunisce il martedì alle ore 21
Le due comunità il sabato alle 19 30 si ritrovano insieme per la Celebrazione Eucaristica.
2. l’ azione cattolica adulti si riunisce il mercoledì alle ore 16 e 30 e i ragazzi si riuniscono il sabato alle ore 15,15
3. Il Rinnovamento dello Spirito (quest’anno compie trenta anni) si riunisce il sabato alle ore 16.30 nella Chiesa della Madonna delle Grazie
4. il gruppo famiglie si riuniscono ogni due mesi circa con degli incontri nel convento di Lama dei Peligni oppure presso una comunità di suore di Subiaco; questi incontri hanno lo scopo di  trasmettere alle coppie la bellezza del matrimonio e/o per poter anche aiutarle a superare le difficoltà che si incontrano nella vita a due.
5. Gli scout (quest’anno compiono 20 anni): i Lupetti sono i ragazzi dagli 8 agli 10 anni e si riuniscono il sabato dalle ore 15 fino alle 17 e la domenica per la messa delle ore 9,45; il Reparto composto dai ragazzi dagli 11 ai 15 anni si riuniscono il sabato per fare attività insieme dalle ore 15 alle ore 18 e invece in squadriglia (piccoli gruppi di 7 e 10 persone) si riuniscono quando decidono loro in una delle loro case per poter programmare o portare avanti le attività da riproporre o presentare in occasione dell'incontro del sabato. Il Clan composto da giovani da 16 anni in poi che si riuniscono un giorno la settimana per confrontarsi e nello sviluppare il loro progetto di vita prendono in considerazione o di fare servizio in associazione o extra-associativo
6. Oratorio San Vitale (esiste da quattro anni): dal lunedì al mercoledì dalle ore 16,30 alle 18 ci sono attività o creative o ludico-motorie; dalle 18 alle 20 aiuto ai compiti; il giovedì e il venerdì presso la palestra di Via de Vito dalle ore 17 30 alle 20 i ragazzi e il venerdì attività con i genitori dalle 20 alle 21; invece le mamme si riuniscono il martedì e il giovedì la mattina dalle 9,30 alle 10,30
7. Comunione e Liberazione si riunisce il Venerdi alle 21

Dopo 23 anni posso dire che abbiamo raggiunto un buon livello anche se tanto di più si può o si potrà fare se anche altri san salvesi  saranno disposti a sacrificare un po’ del loro tempo per essere di aiuto agli altri.

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