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Lavoro alla Cima Cosmos, il piano di 'salvataggio' nella fase operativa

Tra mantenimento dell'occupazione e ammortizzatori sociali impatto meno pesante nel sito metalmeccanico in difficoltà

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C'è la cassa integrazione nel futuro di migliaia di lavoratori dell'indotto metalmeccanico. E meno male che c'è. La maggioranza delle piccole e medie realtà industriali annaspa.

I sindacati grazie a un progetto di rilancio concordato con la Provincia sono riusciti a evitare il licenziamento ai dipendenti della Cima Cosmos.  Più preoccupante la situazione per gli addetti della Orlandi. La cassa integrazione, in questo caso, tarda ad arrivare. Intanto, la prossima busta paga dei dipendenti Pilkington sarà più pesante.
 

CIMA COSMOS - La paura è passata. Parte dalla riunione all'associazione industriali il progetto di rilancio del gruppo Cima. L'accordo quadro raggiunto con il titolare dell'azienda, Sergio Bellazzi, è passato alla fase attuativa. La Cima Cosmos sarà inglobata alla Cima Cid. L'azienda continuerà a produrre molle per auto nello stabilimento di San Salvo. Una decina di lavoratori saranno riassorbiti dalla Cima Cid. Agli altri 15 dipendenti il ministero ha concesso otto mesi di cassa integrazione ordinaria e un anno di cassa straordinaria. In questi due anni, cercheremo una soluzione per rilanciare l'attività», afferma Mario Codagnone, segretario provinciale della Cgil. «E chissà che la crisi non allenti la morsa - è l'auspicio del sindacalista -. Se lo vorranno, i lavoratori potranno essere ricollocati in altre aziende del gruppo fuori regione»
Paola Calvano (Il Centro)

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