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Sanità sul territorio del Vastese tra carenze e scarsa attenzione

Ieri il consiglio comunale straordinario a Vasto

a cura della redazione
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Lungo ed articolato il dibattito andato avanti per diverse ore, ieri a Vasto, in occasione del Consiglio comunale sul tema della sanità nel territorio del Vastese nell'ambito di una riunione straordinaria dell'assise civica con un unico punto all'ordine del giorno.

Nel 'mirino' è finita quella che è stata definita come una gestione personalistica della sanità in zona, voluta dal presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, con le esigenze del territorio, al contrario di altri (citati soprattutto Chieti-Pescara ed il Teramano).

Riunione voluta da tutti i capogruppo consiliari ed alla quale non ha partecipato il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro. Una defezione che ha avuto il sapore dello smacco ad un intero territorio quella di Zavattaro che pure si era premurato di annunciare la propria assenza evidenziando di non poter essere presente «in quanto residente a Rieti». Una 'giustificazione' stigmatizzata in quasi tutti gli interventi degli esponenti di maggioranza ed opposizione, tanto da far affermare al consigliere Etelwardo Sigismondi (Fratelli d’Italia): «Evidentemente Zavattaro ha avuto il sentore di una prossima sconfitta elettorale e preferito non intervenire!».

All'inizio le relazioni del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte e del sindaco Luciano Lapenna che hanno disegnato il quadro di un territorio, l’Abruzzo meridionale, dall’Alto Sangro al Trigno, completamente dimenticato, proprio in favore di un’area territoriale, quella di Chieti-Pescara, che anche grazie alla creazione della Asl unica continua a sottrarre risorse al basso Abruzzo, le cui popolazioni sono ormai da tempo abbandonate e penalizzate. Eloquente affidarsi alle percentuali in relazione al rapporto posti letto-abitanti: solo il 2 per mille nel Basso Abruzzo, contro il 5 per mille dell’area Chieti-Pescara ed una media regionale del 3,7 per mille. Uno squilibrio incomprensibile. Difficoltà che diventano ancora più forti nell’entroterra, come sottolineato nel suo intervento dal sindaco di Celenza sul Trigno Andrea Venosini.

Attenzione puntata, poi, sul progetto dell'Emodinamica all'ospedale 'San Pio', ancora irrealizzata, le quotidiane difficoltà della rete dell’urgenza sul territorio, la chiusura degli ospedali di Gissi e Casoli, la mancata attivazione dei Distretti Sanitari, il blocco delle assunzioni, i mancati investimenti per l’ammodernamento tecnologico, la carenza di posti nelle RSA, le disfunzioni legate all’assistenza domiciliare, alla riabilitazione, il discutibile affidamento del trasporto dei malati alla Croce Rossa, i tanti problemi del 118, la mobilità passiva pari a 130 milioni di euro l’anno. Un quadro desolante, le cui motivazioni, tra le quali l’assenza di un’idea di sanità quale investimento proficuo ed in grado di produrre utili, sono state sintetizzate del consigliere-parlamentare Maria Amato (Pd).

In aula, assenti la gran parte dei consiglieri regionali (tra cui il sansalvese Nichi Argirò) ad eccezione di Antonio Prospero, alla fine maggioranza di centrosinistra e opposizione si sono divise al momento di votare un ordine del giorno riassuntivo del dibattito, approvato con i soli consensi della stessa maggioranza, con le minoranze polemiche sull'"accento politico" ed elettoralistico contro Chiodi ed il centrodestra in particolare. 

Nella foto Lapenna, Chiodi e Zavattaro al San Pio di Vasto: era il giugno 2012 e si presentava il progetto di Emodinamica...

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