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Salgono a tre le idrovore in funzione a San Salvo Marina

Il sindaco: «Svariati milioni di metri cubi d'acqua da far defluire»

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AGGIORNAMENTO ORE 19
Sono attualmente tre le pompe idrovore a lavoro a San Salvo Marina. Dopo quella della Metamer e la seconda della Protezione civile 'Valtrigno', è arrivata la terza messa a disposizione dalla Moviterra di Lentella. Dipendenti comunali e volontari sono a lavoro da ormai 48 ore per velocizzare il più possibile il prosciugamento dell'enorme lago creatosi alla marina: circa 50 ettari invasi dall'acqua del torrente Buonanotte in piena. 
L'operazione si preannuncia molto lunga. I primi effetti dell'abbassamento del livello dell'acqua si vedono su via Paolucci dove inizia a tornare visibile il manto stradale. «Già è una grande cosa riaprire la strada» afferma uno degli operai a lavoro. All'interno della zona residenziale il livello è sceso pochissimo; bisognerà attendere prima il prosciugamento della zona dei parcheggi. Sul posto ci sono anche gli assessori Chiacchia e Lippis che confermano che ora è solo una questione di tempo; la speranza è che non piova nelle prossime ore.
Lo scenario è spettrale: nella zona manca del tutto la corrente perché le cabine sono finite sott'acqua. Molti proprietari degli appartamenti estivi sono tornati per vedere da vicino la situazione. Tangibile lo scoramento per i danni che saranno visibili solo quando l'acqua andrà via.
Intanto, la corrente elettrica continua a dare problemi in alcune zone di San Salvo. La stessa Enel conferma, come ieri, che non è possibile sapere quando si tornerà alla normalità.

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AGGIORNAMENTO ORE 13
Per velocizzare il prosciugamento dell'enorme lago formatosi a San Salvo Marina si è deciso di far partire la seconda pompa idrovora, della Protezione civile Valtrigno. È stata posta in una zona centrale del lungomare per aspirare acqua da uno dei punti più critici.
Nel frattempo altre famiglie che ieri avevano deciso di restare nei propri appartamenti, oggi sono state evacuate. «Abbiamo usato il camion della protezione civile - spiega il sindaco Tiziana Magnacca - Cerchiamo di affrontare l'emergenza con i mezzi che abbiamo».
Il black out elettrico è di lunga soluzione per quanto riguarda la zona della marina finita sott'acqua. Anche le cabine Enel sono state sommerse e per far sì che torni la corrente ci vuole del tempo.

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L'acqua che sommerge le Nereidi e gli altri complessi residenziali si è abbassata di circa 20 centrimetri. La pompa idrovora ha lavorato tutta la notte, continuerà a farlo per tutto il giorno, ma il deflusso procede lentamente: il 'lago' si estende per diversi ettari. «Ci sono milioni di metri d'acqua da far defluire», ha commentato il sindaco Tiziana Magnacca.

L'impressione è che l'opera di prosciugamento sarà complessa e molto lunga. Si spera che non torni la pioggia. Il fatto che si sia costruito sotto il livello del mare non rende possibile creare un solco che faccia defluire l'acqua.

Per aumentare un minimo la quantità d'acqua aspirata, stamattina sono iniziati i lavori per crere un altro punto di appoggio dove il livello è più alto. Sul posto ci sono i vigili urbani e i dipendenti del Comune. In via Paolucci è arrivato anche il vicesindaco Angiolino Chiacchia. Tanti i proprietari di appartamenti e garage presenti.
Alcune famiglie che ieri non hanno voluto abbandonare la casa, oggi chiedono di essere assititi con viveri.

Intanto, nella serata di ieri è stata quasi completamente risolta l'emergenza energia elettrica. La comunicazione della prefettura è arrivata alle 20.30, all'appello mancavano ancora 6 utenze. 
Diversa la situazione di contrada Ributtini (Cupello), dove si denuncia la completa assenza delle istituzioni locali.

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