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All’asta anche il cinema teatro ‘Corso’

Un altro pezzo di storia che rischia di scomparire per sempre

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Dopo il Cinema Teatro Globo anche il ‘concorrente’ teatro Corso rischia di essere venduto. È stata infatti indetta un’asta per la riacquisizione dell’immobile con vendita fissata per il 28 gennaio prossimo. Tuttavia quello che interessa in questo momento non è esclusivamente la questione economica quanto più la situazione ideologica che lega la cittadinanza vastese e dei comuni limitrofi ad una tale istituzione. In passato il cinema era fonte di informazione e luogo di aggregazione, poi la tecnologia ha fatto il resto trasformandolo in quella che è oggi l’industria cinematografica.

Purtroppo però lo sviluppo tecnologico ha fatto passi, anzi no balzi, da gigante anche al di fuori di quella sala interessando gli utenti più comuni e magari meno appassionati. I cineasti ci sono sempre stati; tuttavia, per esserlo oggi, non è più necessario fare la fila al botteghino e sedere su una comoda poltrona per assaporare gli effetti dati dalla visione in sala. Basta avere un pc e saper utilizzare un minimo internet per avere il cinema a casa propria. Dunque, alla fine di questo discorso la riflessione è la seguente: se dovesse esser venduto anche il Cinema Teatro Corso, non se ne conoscerebbe il destino giacché potrebbe andare incontro alle più svariate possibilità. Non si può escludere neppure l’ipotesi che l’immobile non venga venduto ma questo significherebbe forse (ciò dipende anche dall’eventuale decisione del tribunale) chiudere i battenti del cinema e abbandonarlo a se stesso.

Di fronte a queste diverse possibilità, se davvero il luogo verrà chiuso, l’unica cosa che davvero non accadrà più sarà l’impossibilità di entrare di ‘corsa al cinema’ mentre fuori piove o fa freddissimo anche perché, diciamoci la verità, è difficile andare a vedere un film in piena estate. Si diceva, entrare al cinema, percorrere le scale inebriati dall’odore di popcorn appena preparati, osservando la quantità di gente che è in fila al botteghino pensando: «caspita sarei dovuto arrivare prima!».
Non si chiacchiererà più in fila e non ci sarà più la calca all’ingresso della sala nell’attesa che lo spettacolo precedente finisca. Non si entrerà più, a volte spintonando, in un luogo fino ad allora immerso nel buio più profondo, squarciato solo dalla luminescenza dello schermo e dagli effetti aiuto che, per la loro irruenza portavano gli spettatori in un universo parallelo.
Non si scorreranno più le file con gli occhi alla ricerca del ‘posto perfetto’ così come non si passeranno più le mani sulle poltrone soffici e comode che accolgono tutti senza distinzione.
Non ci si emozionerà più guardando una pellicola mentre si sente in sottofondo lo sgranocchio di qualcuno intento a gustare degli snacks e, a fine film, non si sentirà più il vociare sommesso di tutti coloro che attendono con impazienza fuori dalla sala per assistere al successivo spettacolo.

Insomma, semplicemente, non si potrà andare più al cinema e, tutto quello che troveremmo, sarebbero ragnatele e polvere. Ovviamente per far ripartire una struttura come il Cinema Corso non basteranno pochi spiccioli e le difficoltà saranno molteplici, ma chi può immaginare come andrà a finire; dopotutto ogni tanto fa bene anche vivere di speranze.
Quanto descritto si spera possa accadere di nuovo e ripetersi per ogni generazione futura.

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