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Il mondo della sociologia: incontro con questa ‘nuova’ scienza

Conferenza sulla sociologia presso la Crea Eventi

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Nel pomeriggio di ieri, sabato 20 dicembre, presso la Crea Eventi di via Roma si è svolta una conferenza sull’immenso mondo della sociologia. Relatore della serata è stato Emanuele Di Nardo della Crea Eventi.

Per esporre ad un pubblico tanto variegato quanto curioso le nozioni base della sociologia la conferenza è partita dall’aspetto storico di questa disciplina. Ufficialmente nasce, infatti, solo nel XIX secolo in relazione alle modifiche verso cui il mondo conosciuto, con le sue diverse popolazioni, andava in contro. Lo studio dei metodi di aggregazione sembra essere dunque il trampolino di partenza della sociologia che si occupa principalmente proprio dei rapporti interpersonali tra i diversi soggetti. Partendo dal principio Emanuele ha sottolineato l’importanza delle origini nominando i padri fondatori della disciplina. Si è partiti non a caso da August Comte - precursore della sociologia definita come strumento di azione sociale - passando per Emile Durkheim – per il quale si tratta di una scienza dei rapporti sociali – approdando infine a Max Weber – che definisce la sociologia come la scienza che vuol interpretare l’azione sociale. Ultimi, ma non ultimi, sono stati i cenni alla sociologia italiana che prende piede a Trento solo nel 1966 attraverso un’occupazione da parte degli universitari.
Sommariamente tutto può essere il campo di studio della sociologia, dalla più piccola unità individuale ai più disparati e grandi luoghi di aggregazione sociale. Proprio per quest’ultimo motivo il campo di studio di questa disciplina non fa che ampliarsi continuamente anche in base ai consumi e alle tendenze di massa. Le metodologie di ricerca possono seguire due linee di svolgimento del tutto opposte tra loro: la prima attraverso l’osservazione statistica e l'altra sotto forma di colloquio. Fanno il paio con questi due diversi punti di osservazione anche le teorie che ne derivano; si parla, in questo caso di teoria olistica-collettiva o di teoria individualistica. Fautore della prima teoria è stato Durkheim, con lo studio del soggetto immerso nella totalità del sistema in cui vive, mentre Weber ha portato avanti lo studio del singolo individuo.

Nel primo caso la statistica la fa da padrone mentre, nel secondo, lo studioso  si immerge in una osservazione partecipante studiando il comportamento dell’individuo in un determinato e ristretto contesto. Tuttavia a queste due teorie se ne affianca una terza molto più recente che riesce a combinare entrambe le caratteristiche delle precedenti definendo la realtà come una costruzione sociale.
L’evento ha poi preso la via della conclusione con la rapida osservazione della sociologia ai giorni nostri e in relazione all’evoluzione tecnologica. A tal proposito è stato anche nominato l’italiano De Masi il quale afferma che ci si trovi in una condizione di ozio creativo in cui la parola ozio non sta a significare il ‘dolce far niente’ ma, al contrario, la latente ricerca di qualcosa che soddisfi l’uomo in quanto si trova rarefatto il confine tra lavoro, studio e divertimento il che non permette più di apprezzare in pieno il tempo libero.

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