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Appuntamento con lo sport: la San Salvo Boxe

Siamo andati alla scoperta della boxe sansalvese con l’allenatore Domenico Urbano

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Per questa settimana il consueto appuntamento con gli sport sansalvesi si trasferisce in un ambiente piccolo ma ben attrezzato: la palestra della San Salvo Boxe. Sul retro del palazzetto dello sport di San Salvo Marina, in via Magellano, si svolge un’attività sconosciuta ai più ma che ingloba atleti di diverse zone limitrofe alla nostra città. Ci siamo lasciati guidare all’interno della sala dall’allenatore pluricampione Domenico Urbano che, durante un allenamento dei suoi ragazzi, ci ha illustrato i meriti e la passione del suo sport.

L’intervista

Tu sei nato a Vasto, come hai scoperto questo sport e da quando fai anche l’allenatore?
Allora io ho cominciato a 'colpire' quando avevo dodici anni con la Vasto Ring, dopo un paio d’anni ero già riuscito a dimostrare tanto ricevendo la convocazione per un ritiro con la nazionale a Perugia. I risultati arrivavano ma quando potevo accedere all’olimpiade di Atlanta ’96 sono stato fermato dai medici per un problema cardiaco. Dopo la delusione ho avuto modo di rifarmi partecipando, come unico italiano, ad un torneo organizzato dal grande Mohammad Ali (Cassius Clay). Le vicissitudini non finiscono qui, visto che ho scoperto di poter continuare a boxare in Svizzera, dove le visite mediche avevano provato che non c’era nessun problema fisico. Lì ho continuato per qualche anno non senza soddisfazioni fino a quando non sono passato professionista. Per quel che riguarda la palestra qui a San Salvo invece ho cominciato nel ’94, nel periodo di fermo e solo nel 2000 ho intrapreso la carriera da allenatore, unendomi al mio maestro Campitelli. Da allora devo dire che l’attività procede bene anche se tra numerose difficoltà.

Ci hai parlato di parecchie soddisfazioni, oltre ai tuoi titoli che ti invito a illustrarci, i tuoi ragazzi come 'se la cavano'?
Esatto, come puoi vedere cerco di tenere in bella mostra gli articoli in cui siamo protagonisti attaccandoli proprio qui in palestra. Comunque dal mio punto di vista ho conquistato il Titolo Europeo nella categoria dei pesi piuma nel 2004. Per circa tre anni sono riuscito a difendere il titolo dai vari assalti dei miei avversari fino a quando non mi è stato tolto a tavolino a favore di Guillame Salingue. Oltre a questo ho collezionato circa otto titoli nel corso della mia carriera.
Passando invece ai ragazzi che alleno, o allenavo, ti posso dire che ottime soddisfazioni sono arrivate dai gemelli Di Tullio che sono arrivati fino alla nazionale e hanno combattuto in modovisione; ti voglio poi nominare Stefano Ramundo e Luigi Alfieri. Quest’ultimo è stato anche campione italiano e al momento si allena a Roma ma è tesserato con la nostra società. Inoltre, non va dimenticato che la San Salvo Boxe è tra le prime società in Italia per risultati.

Oltre a questi bei risultati ci hai detto che le difficoltà sono molte, che cosa intendevi?
Prima di tutto, ti posso dire che portare i ragazzi a combattere in giro per l’Italia non è così facile ma la passione e la voglia di vederli realizzati sul ring è tale che mi sacrifico volentieri. Per quanto riguarda, invece, la situazione locale mi limito a farti visitare la palestra. Come puoi vedere lo spazio è stretto, ma fortunatamente i ragazzi sono tanti.
Abbiamo uno spogliatoio con due sole docce, ma ce le facciamo bastare. Non ti elenco i problemi avuti anche con le società che dividono con noi li palazzetto ma non sempre la convivenza è piacevole.
Infine, le difficoltà maggiori sono di tipo economico. Per farti un esempio veloce ti basti pensare che gli ultimi guantoni che abbiamo acquistato sono costati quasi 250 € perché hanno delle caratteristiche particolari di grandezza e mobilità della mano, questo per non parlare dei caschi e del resto. È logico che ci sono attrezzatture più economiche, ma se si vuole pensare di combattere ad un certo livello anche il semplice allenamento va condotto con un certo criterio. Inoltre il costo dell’affiliazione non è troppo leggero visto che si parla di circa trecento euro all’anno.

Quindi i costi non sono così contenuti, allora perché la boxe è definita come uno sport povero?
Questa definizione non mi piace molto se applicata a tutto lo sport e ti spiego perché: io definisco la boxe uno sport povero solo dal punto di vista degli atleti che ogni volta che salgono sul ring per 'fare i guanti', come si dice in gergo, guadagnano pochissimo. Al contrario, pensa che per organizzare un evento dilettantistico il prezzo si aggira intorno ai sette, ottomila euro. Quindi la povertà dello sport è solo di facciata visti i costi di cui ti parlavo anche poco fa. Non ti nego che ci sono state occasioni per organizzare eventi anche a Cupello dove la vecchia amministrazione ha investito qualcosa, ma per il momento qui in zona ci sono pochi movimenti.
Interessante è stata anche la Festa dello sport qui a San Salvo che ci ha aiutato a crescere, ma, da quel momento, sono anche nate delle discussioni con alcuni atleti che volutamente non si sono presentati. Personalmente io poi la penso così: in palestra non ci si viene solo quando fa comodo, ma se è la passione a farci boxare si accetta qualsiasi tipo di situazione.

Invece ho letto che avete avuto modo di allenarvi con Domenico Valentino. Quanto è importante secondo te una tale esperienza per i giovani atleti? Secondo te qual è il prototipo del campione?
Si è vero, abbiamo colto l’occasione di ospitare Valentino durante le sue vacanze nelle nostre zone qualche anno fa. L’incontro con un campione secondo me fa tantissimo nella psicologia del giovane combattente, a patto che sia un esempio positivo chiaramente. È logico che se il campione ammirato finisce nei guai con la giustizia automaticamente il giovane sognatore non fa che pensare che un atteggiamento del genere sia positivo anche se no lo è.
Insomma, ogni occasione per incontrare dei personaggi va osservata sotto ogni suo aspetto, perché, come ho appena detto, può rivelarsi anche negativa. Ecco perché secondo me Alì è sicuramente uno dei più grandi pugili, senza nulla togliere a Mike Tyson che, sotto il profilo atletico, è uno dei migliori ma come sappiamo ha avuto parecchi guai nel corso degli anni.

Abbiamo appena parlato di psicologia, A tal proposito mi viene in mente l’incontro di Cassius Clay a Kinshasa contro Foreman in cui Alì decise di incassare colpi fino all’ottava ripresa per poi mettere KO l’avversario. Ecco quant’è importante, durante un match, la mentalità dell’atleta e la strategia che riesce a mettere in atto?
La mentalità forte è quella che crea il vero campione. Partendo dal presupposto che la boxe è uno sport in cui si impara a non prendere colpi va tenuto presente che non è possibile evitarli tutti quindi bisogna essere così forti psicologicamente da essere in grado di rialzarsi e andare avanti senza arrendersi.
Quello che dici tu è un esempio lampante di come la psicologia possa avere una componente fondamentale nella boxe. Foreman è stato il più longevo campione, ma dopo quella sconfitta non riuscì più a tornare sul ring e decise di abbandonare la boxe. Vedi, se fosse stato capace di assorbire la sconfitta, forse le cose sarebbero andate in modo diverso. Tutto questo per dire che se non si sale sul ring con la testa o lo si fa solo per i soldi non si potrà mai approdare a qualcosa di davvero importante.

Questo per quel che riguarda chi si è già avvicinato a questo sport. Al contrario chi vuole calcare il ring qui a San Salvo come può fare? C’è un’età alla quale sarebbe meglio cominciare?
Qui a San Salvo basta venire una sera in palestra per metterci d’accordo, tanto ci alleniamo dal lunedì al venerdì dalle 18:00 in poi quindi siamo sempre qui. Per quel che riguarda l’età, è chiaro che prima si comincia e meglio è, però non è mai troppo tardi. Ti dico che ho un signore di circa settant’anni che ha cominciato da poco, chiaramente fa i guanti solo con me però viene e si diverte con noi.

Ma ci sono protezioni o si comincia subito senza nulla come i match che vediamo in tv?
Si ci sono protezioni sia in allenamento che in gara. Oltre al classico paradenti, fido compagno del combattente, fino alla categoria dilettanti il casco è obbligatorio. Solo la categoria Elite combatte senza alcuna protezione.

Invece la scarsa conoscenza di questo sport nella nostra zona è dovuta ad una insufficiente pubblicità? L’idea che si ha del pugile come quello con il viso deturpato dai colpi non mi sembra essere veritiera osservando te e i tuoi ragazzi, perché è nata questa credenza?
Secondo me ovviamente la scarsa pubblicità ha un ruolo fondamentale per ogni tipo di attività. Tuttavia, in questa zona non è l’unica colpa visto che comunque chi era qui prima di me non ha fatto altro che creare una cattiva reputazione. Questa cosa ha ovviamente spinto la maggior parte dei genitori a evitare questa palestra.
Per la seconda domanda, invece, ti posso dire che, secondo il mio parere, tutto è collegato ad una sbagliata interpretazione dello sport. Ti spiego: io sono fermamente convinto che si combatta solo sul ring e non al di fuori del quadrato, non che lì sopra non ci si faccia male, ma è tutto ben controllato quindi, ad esempio, se i tagli sul viso di uno dei combattenti sembrano troppo grandi gli allenatori o l’arbitro possono decidere di sospendere l’incontro. Al contrario se si porta tutto in strada le conseguenze possono essere altre e maggiori.

Un’ultima domanda, poi ti lascio ai tuoi ragazzi: qualcuno parla di uno sport in cui si sfoga la rabbia, è logico avvicinarsi alla boxe per questo motivo?
No, semplicemente perché al ring vi si accede gradualmente e non subito altrimenti sarebbe soltanto un errore. Poi è chiaro che si comincia a combattere con avversari di pari livello, ad esempio ti presento Moreno che viene da Termoli: è nato per stare sul ring ma non posso lanciarlo allo sbaraglio, prima deve imparare a muoversi e gestirsi. Oppure ancora prima ti dicevo del signore che si allena solo con me, se lo lasciassi ad uno di loro si farebbe solo male senza poter migliorare.

LE ALTRE PUNTATE DI APPUNTAMENTO CON LO SPORT
Lo scherma club
Il circolo tennis 'La Selva'
Il tennis club di San Salvo Marina
La Snai Dart

FOTO DI GIOMIX68

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